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Trump chiude le porte dell'America ai rifugiati. Congelati gli ingressi per alcuni mesi

I viaggiatori in provenienza da sette Paesi musulmani non possono entrare negli Usa. Trump congela l'ingresso dei rifugiati

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Trump chiude le porte dell'America ai rifugiati. Congelati gli ingressi per alcuni mesi

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A favore di telecamere il presidente Donald Trump ha firmato l’ennesimo ordine esecutivo, nelle sue parole per “tenere fuori dall’America i terroristi”, come ha affermato.

Congelato il programma di accoglienza per i profughi e poi priorità a quelli cristiani. Fra gli altri problemi anche il blocco dei passeggeri con il visto, ma provenienti da Il Cairo e Teheran, fermi per ora negli aeroporti. Vietato l’ingresso a viaggiatori provenienti da sette paesi musulmani. Google ha annunciato che 187 dei suoi dipendenti provengono da queste nazioni e invitato quelli che al momento si trovano all’estero a rientrare immediatamente prima che scatti l’ordine presidenziale.

Cancellato inoltre il rinnovo automatico dei visti per tutti gli stranieri. Un fatto che rischia di ingolfare l’amministrazione statunitense che si trova di colpo migliaia di pratiche da sbrigare e che, fino a pochi mesi fa erano automatiche. Adesso ogni straniero dovrà affrontare un’intervista.

Le organizzazioni internazionale per i diritti umani hanno manifestato la loro preoccupazione di fronte a questa scelta isolazionista di Washington.

“Nel momento in cui affrontiamo una crisi dei rifugiati di questa entità”, dice la segretaria generale di Amnesty International, “il presidente Trump ha congelato l’ingresso dei profughi siriani e la loro ridistribuzione sul suolo statunitense. Quest’ordine esecutivo è qualcosa di scioccante e dev’essere immediatamente annullato”.

Stessa preoccupazione espressa a Ginevra dal portavoce dell’organizzazione mondiale per i migranti che ha però anche un’idea: “Ovvio che quese decisioni avranno una ricaduta sulle persone che, col titolo di rifugiati, avrebbero dovuto essere distribuite negli Stati Uniti, ma vorrei che altri Paesi, piuttosto che criticare gli Stati Uniti, si facessero avanti per accettare rifugiati”.

Le decisioni della nuova amministrazione alla Casa Bianca hanno anche ripercussioni sul Libano dove un quarto della popolazione è composto da rifugiati. In tanti aspettavano di partire per gli States, ma siccome molti provengono dalla Siria, il loro sogno si è infranto. Un’uomo si chiede: “E adesso dove andremo? Siamo sopravvissuti a bombardamenti e massacri e alla fine il presidente Trump ci rifuta”.

Domande che restano per ora senza risposta.