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Critiche dall'Iran e dall'Onu alla nuova politica di Trump sull'immigrazione

Dopo gli ulimi ordini del nuovo inquilino della Casa Bianca, piovono le critiche delle organizzazioni internazionali e di Teheran

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Critiche dall'Iran e dall'Onu alla nuova politica di Trump sull'immigrazione

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Giro di vite di Trump sull’immigrazione, contro il pericolo terrorismo. Il presidente americano ha sospeso per 3 mesi l’ingresso da 7 paesi musulmani: Siria, Libia, Iran, Iraq, Somalia, Sudan e Yemen.

Bloccato per quattro mesi il programma d’ammissione di tutti i rifugiati e fino a ulteriore comunicazione. L’ingresso di quelli siriani e ridotto di oltre la metà il numero dei rifugiati che gli Usa prevedono di accettare quest’anno, portandolo a 50mila.

Dopo il riavvicinamento di Teheran e Washington durante l’amministrazione Obama questo cambio nella politica Usa ha provocato le proteste del presidente Hassan Rouhani: “Oggi non è il momento di costruire mura fra le nazioni. Ricordiamo che il muro di Berlino è crollato anni fa”.

Anche l’Onu ha risposto alle dichiarazioni di Trump. Sia il commissariato per i rifugiati che organizzazione mondiale per le migrazioni auspicano che gli Usa continuino ad accettare rifugiati.

Sospeso dalla Casa Bianca il programma che consentiva agli stranieri titolati di chiedere il rinnovo del visto senza affrontare il colloquio personale con le autorità.

Per alcuni rifugiati tutto questo vuol dire aprire la porta alla discriminazione: “Le famiglie siriane arrivano negli Stati Uniti a causa della situazione politica. Sfortunatamente Trump non le vuole e ci sono persone che sostengono questo suo punto di vista. Perché non sanno che cosa significhi vivere esperienze terribili come la guerra”.

Un altro uomo aggiunge: “Anche io sono d’accordo con l’aumentare la sicurezza, con il rendere i processi ci controllo più stringenti, ma non sono d’accordo col fare tutto questo su base etnica. Sono contrario a giudicare dal retroterra culturale”.

Trump ha dichiarato anche che sarà favorito l’ingresso nel Paese dei rifugiati cristiani. un atto al momento incostituzionale tanto che molti personaggi pubblici hanno annunciato che se quest’ordine dovesse essere firmato si dichiarerebbero musulmani anche se di altra confessione.