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La moda diventa green e 4.0


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La moda diventa green e 4.0

Moda green, un mercato in espansione

E’ ormai un trend. Sia per il fashion-business che per i fashion addicted. E’ la moda sostenibile. Un must nato a Berlino circa sei anni con due grandi eventi: il Green Showoom e l’Ethical Fashion Show una mostra mercato dedicata al settore.

Prodotti riciclati per calze, scarpe, cravatte e camicie prêt-à-porter

Quest’anno presenti alla Fashion Week berlinese 179 brand green. Tante idee sotto i riflettori. Come la nuova linea di calze firmata Kunert. Calze a rete con fili riciclati da quelli delle retι da pesca e poi lavorati con tessuti particolari. “Insieme con il nostro socio Econyl abbiamo inventato questa lavorazione. Le calze sono tutte fatte con materiali riciclati anche da resti di tappeti. Vengono rimossi tuti i liquidi e si ottiene un granulato. Da si ottengono i fili per fare il prodotto”, ci ha raccontato la designer del marchio Susanne Mayr.

Dalle calze alle calzature. Come le scarpe con tacco 12 della designer tedesca Alina Schuerfeld sono un altro prodotto del mare. Sono infatte realizzate con il salmone scartato, o meglio con la pelle che viene trattata e lavorata in moda da ottenere un effetto pitonato. Comode, cool, divertenti anche se il prezzo non è proprio economico: si parte da un minimo di 468 euro. Per chi fosse interessato basta cliccare sul sito di Schuerfeld e scegliere il modello che più di ha colpito.

Idee per donne green ma anche per uomini attenti al loro look. Queste cravatte ad esempio sono ottenute dal legno. Prodotte dall’azienda greca Exallo. Un prodotto originale e artigianale allo stesso tempo: un mix di tessuto e legno morbido rifiniti con un taglio laser. Costo 55 euro.

La richiesta di moda sostenibile è in forte aumento sopratutto in quei mercati dove i consumatori hanno maturato la necessità di scelte etiche verso le risorse del Pianeta. I capi della moda green sono progettati da designers che guardano non solo alle tendenze della stagione. Per loro l’intera filiera produttiva deve essere etica, come per il brand svizzero Carpasus che dal 1930 lavora la seta, diventando leader del settore. “Per noi è meraviglioso vedere nuovamente la seta prodotta in Svizzera. Perchè offre agli agricoltori un lavoro. Essendo un marchio svizzero possiamo produrre a livello locale e speriamo di poter contribuire a riportare nel nostro paese questo antico mestiere. Cercando di aumentare il volume di affari”, ha sottolineato il co-fondatore Michael Zaech.

Fashiontech, moda 4.0

Big-data, intelligenza artificiale e moda 4.0 sono stati invece protagonisti del Fashiontech, un evento collaterale della Fashion Week di Berlino.

Collari e T-shirt interattive

Uno dei punti forti presentati quest’anno è stato il collare futuristico chiamato “Esaltazione” della designer belga Jasna Rok. Un accessorio-gioiello da film di fantascienza. Piccoli motori muovono il collare producendo una connessione con il cervello. “E’ come indossare un sensore per l’elettroencefalogramma, in grado di catturare le onde cerebrali da inviare in tempo reale al collare. Questo reagisce a seconda di come ci sente. Così, per esempio, se una persona si sente a disagio per tutta una serie di motivi, il collare si muove formando quasi un nodo intorno al collo”, racconta la stilista.

Abiti-show quelli realizzati da Moon Berlin. A partire dalle t-shirt interattive. D’ora in poi sarà possibile disegnare all’infinito sulle nostre magliette quello che più ci piace. Basta utlizzare uno smartphone e la app del brand. Abiti che si illuminano anche per la stilista slovena Anja Dragan, organizzatrice della manifestazione Fashiontech. Moda e tecnologia ormai sembrano andare di pari passo, anche per conquistare un pubblico giovane e sempre collegato.

C‘è chi li considera solo gadget-tech. Chi invece scommette che presto la fashiontech sarà negli armadi di tutti, ragazzi e non.

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