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Il muro di Trump scatena reazioni in Messico. Il presidente: "Noi non paghiamo"


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Il muro di Trump scatena reazioni in Messico. Il presidente: "Noi non paghiamo"

Come ampiamente previsto, il proposito del neo presidente statunitense Trump di riprendere la costruzione del muro anti-immigrazione al confine meridionale, solleva un’ondata di proteste nel Messico.

Governo e opposizione reagiscono con durezza nei confronti di Washington, e il presidente Enrique Pena Nieto assicura che il suo paese non pagherà per questa barriera.

“Disapprovo nettamente la decisione degli Stati Uniti di continuare con la costruzione del muro che da anni ci tiene divisi. Il Messico non crede nelle barriere. L’ho già detto molte altre volte: il Messico non pagherà per questo muro”.

Le proteste contro Trump fanno appello al buon senso ma anche all’esperienza concreta.

“Il muro non risolve niente, non riesce a fermare chi ha fame. I muri già esistono, e dunque hanno fermato i migranti? Certo che no”.

L’impulso dato da Trump alla soluzione radicale della separazione fisica delle frontiere non trova il consenso degli esperti.

“Non basta resistere al muro, bisogna fare un passo oltre. Bisogna sedersi insieme a Trump ed elaborare un piano migliore che funzioni meglio. Tutti noi guardando a ciò che succede alle frontiere vediamo da tempo che il muro non funziona”.

La barriera inquieta anche i lavoratori frontalieri, preoccupati che il giro di vite anti-immigrazione possa comportare per loro, costretti a oltrepassare il confine ogni giorno, un aumento dei controlli e dunque ulteriori difficoltà materiali.

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