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Hotel Rigopiano: si continua a scavare e a sperare


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Hotel Rigopiano: si continua a scavare e a sperare

Si continua a scavare e a sperare a Farindola alle pendici del Gran Sasso nell’area dove sorgeva l’hotel Rigopiano travolto da una slavina il 18 gennaio. Le operazioni proseguono senza sosta a 1.200 metri di quota tra le macerie dell’albergo nonostante pioggia, nebbia e neve. Ogni ora che passa si affievoliscono le possibilità di trovare persone in vita. 7 le vittime, 24 i dispersi e 11 i sopravvissuti, tra cui quattro bambini.

I piccoli sono stati portati all’ospedale di Pescara. “I bambini stanno bene fisicamente, siamo in contatto con gli psicologi anche per poter fare una dimissione protetta, protetta anche sotto il profilo psicologico e che possa garantire anche il proseguo di un’assistenza psicologica per tutti e quattro i bambini e per i parenti, stiamo organizzando anche questo”, ha spiegato Giuliano Lombardi, primario di pediatria dell’ospedale di Pescara.

Due le inchieste aperte per appurare eventuali responsabilità: una per omicidio colposo, l’altra per disastro colposo. Il primo fascicolo indaga su eventuali warning non ascoltati e ritardi nell’arrivo di spazzaneve e soccorsi, l’altro prende in esame le autorizzazioni di costruzione dell’hotel, finito in passato al centro di un processo per abuso edilizio.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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