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Al via in Kazakistan i colloqui di pace per la Siria. Assenti Usa

Cominciano oggi ad Astana, in Kazakistan, i colloqui per la pace in Siria.

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Al via in Kazakistan i colloqui di pace per la Siria. Assenti Usa

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Cominciano oggi ad Astana, in Kazakistan, i colloqui per la pace in Siria. Un vertice che ancor prima di cominciare fa registrare un’assenza di primo piano: gli Stati Uniti. L’amministrazione Trump ha deciso infatti di non inviare alcuna delegazione, presenziando soltanto attraverso l’ambasciatore americano. Al tavolo siederanno per un primo faccia a faccia i rappresentanti delle fazioni ribelli e membri del regime di Damasco.

Yahaya Al-Aridi, portavoce dell’opposizione siriana: “La priorità è consolidare l’accordo per un cessate il fuoco firmato dalla Turchia e dalla Russia il 30 dicembre scorso. Cessate il fuoco che deve essere esteso a tutta la Siria. Bisogna intervenire in particolare sul mancato rispetto della tregua da parte del regime e dell’Iran a Wadi Barada, Homs, a Sud di Damasco e in altre aree del Paese”.

Ad Aleppo, teatro di una delle offensive militari più cruente del conflitto, regna una generale speranza nel vertice che stravolge il formato adottato nei precedenti tentativi di promuovere la pace. La delegazione anti-governativa non comprende infatti i vertici dell’Alto Comitato per i Negoziati (Hnc), che aveva rappresentato le opposizioni ai colloqui organizzati a Ginevra sotto l’egida dell’Onu.

“Spero che la conferenza in Kazakistan porterà ad una riconciliazione” dice una residente di Aleppo. “Spero che si mettano d’accordo nel nostro interesse e che Dio sia al nostro fianco. Speriamo che tutto vada per il meglio”.

“Spero che sarà un vertice basato sull’onestà e la franchezza delle parti in modo da avere risultati concreti che risolvano i disaccordi. Dio voglia che la sicurezza torni a regnare come è stato in passato” dice un abitante di Aleppo.

Mentre ad Astana si discuterà di pace attorno a un tavolo, sul terreno in Siria, almeno 9 civili, tra cui 6 bambini, sono morti ieri nei raid messi a punto dall’aviazione del regime siriano contro strutture ribelli nella provincia di Homs.