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Schermaglie tra Francia e Regno Unito sulla Brexit


Redazione di Bruxelles

Schermaglie tra Francia e Regno Unito sulla Brexit

Parigi cerca la riconciliazione con Londra sulla Brexit, il ministro degli esteri francese ha affermato giovedì che non è intenzione della Francia punire il regno Unito

“Lo dico chiaramente, non ci saranno scelte di convenienza, ciò significherebbe la fine dell’Europa. – ha affermato Jean-Marc Ayrault- ad ogni modo non si tratta di punire il Regno Unito, chi ha detto che si tratta di una punizione? Ieri ho sentito utilizzare questa espressione dalla mia controparte (il ministro degli esteri britannico Boris Johnson). In ogni caso, non è la posizione della Francia “.

In visita in India, mercoledì Boris Johnson aveva freddato il presidente francese ammonendolo contro ogni tentativo di ritorsione nei confronti del Regno Unito per la scelta di abbandonare l’Unione Europea. Secono il ministro degli esteri britannico le osservazioni fatte da alcuni membri del gabinetto di Hollande sulla difficoltà per il Regno Unito di crare accordi di libero scambio una volta fuori dall’UE suonerebbero come delle punizioni.

“Se il signor Hollande vuole infliggere delle punizioni a chi sceglie di andarsene, in uno stile che ricorda i film sulla guerra fredda, faccia come vuole. – ha esclamato – Io credo che non sia questa la via da seguire. Credo che, in realtà, non è nell’interesse dei nostri amici e dei nostri partner.”

Theresa May cerca di preservare i rapporti con l’Unione Europea in vista di negoziati che si annunciano difficili. In occasione del forum economico di Davos il primo ministro britannico ha affermato che “La Gran Bretagna deve affrontare un periodo di cambiamento epocale. Significa che dobbiamo passare attraverso dei negoziati difficili e creare un nuovo ruolo per noi stessi nel mondo. Senza dubbio è necessario e nell’interesse nazionale britannico che l’Unione Europea come organizzazione abbia successo.”

Occhi puntati sulla corte suprema britannica, che il 24 gennaio chiarirà una volta per tutte se il governo dovrà consultare il parlamento prima di avviare il divorzio con l’ Unione Europea.