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Trump invoca buone relazioni tra Russia e U.S.A. ma nomina Coats a capo degli 007

Coats fu uno dei sei senatori a cui la Russia bloccò il visto nel 2014, dopo l'annessione della Crimea

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Trump invoca buone relazioni tra Russia e U.S.A. ma nomina Coats a capo degli 007

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Il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump ha nominato l’ex senatore repubblicano dell’Indiana Dan Coats a capo degli 007 americani. Coats occupa il vertice della National Intelligence , l’agenzia che coordina tutti i servizi segreti statunitensi, in ore tese per le relazioni tra States e Federazione russa, proprio per motivi di intelligence.

Gli 007 americani hanno infatti recentemente accusato Putin di aver mosso gli hackers contro Hillary Clinton per influenzare, senza riuscirci, le ultime presidenziali a favore di Trump. Trump, apparentemente, non si è fatto scalfire dal report dell’intelligence e ha ribadito che bisogna essere folli per non volere buone relazioni con la Russia, che la Russia rispetterà maggiormente l’America quando lui sarà Presidente e che i due Paesi lavoreranno bene insieme.

Allo stesso tempo, tuttavia, la nomina di Coats a capo dell’intelligence potrebbe suonare come un vigilare attentamente su Putin. Coats infatti fu uno dei sei senatori a cui il Cremlino nel 2014 bloccò il visto come rappresaglia a fronte delle sanzioni americane alla Russia dopo l’annessione della Crimea. Di quel bando, Coats, si disse molto onorato.