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Mein Kampf, best seller in Germania


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Mein Kampf, best seller in Germania

È diventato un bestseller da quasi 100 mila copie vendute l’edizione critica del Mein Kampf di Adolf Hitler, tornato un anno fa nelle librerie tedesche, edito dall’Istituto di storia contemporanea di Monaco.

Dopo 70 anni di divieto, il Mein Kampf è apparso nelle librerie tedesche il primo gennaio dell’anno scorso.

In 3 anni di lavoro, l‘équipe di storici guidata da Christian Hartmann ha portato a termine un lavoro titanico: l’edizione critica del libro di Hitler consta di 2000 pagine e tremila e settecento note a piè di pagina.

L’agenzia di stampa tedesca Dpa ricorda come il volume abbia un importante profilo critico e storico, sottolineando il fatto che le note degli studiosi contestualizzino il testo hitleriano.

Ed è probabilmente anche questa particolarità, oltre alla curiosità suscitata da un libro a lungo proibito, ad aver decretato un successo superiore alle aspettative.

“I dati di vendita ci hanno travolto” ha dichiarato il direttore dell’Istituto bavarese Andreas Wirsching, ricordando come il gruppo di esperti da lui messo insieme per l’edizione critica sia stato ospite in tante presentazioni del Mein Kampf anche internazionali, da Amsterdam a Mosca, da Zurigo a Toronto.

“Non sono gli estremisti di destra» che acquistano questo poderoso volume – ha aggiunto Wirsching – ma lettori appassionati di storia e politica e molti accademici”.

L’annuncio dell’uscita in libreria del libro quasi autobiografico di Hitler aveva suscitato un acceso dibattito l’anno scorso, nessuno pensava che potesse diventare un best seller, tanto che l’Istituto di storia contemporanea di Monaco aveva previsto inizialmente di pubblicare 4000 copie.

Il professor Hartmann aveva spiegato, l’anno scorso, l’importanza di riproporlo sollevando due motivi: primo, è una fonte primaria della storia tedesca e internazionale. Secondo, perché è ancora un simbolo. “La nostra edizione ha l’obiettivo di analizzare una fonte storica, ma anche di distruggerne una volta per sempre il mito. E cercare di affievolirne l’effetto politico, ora che il libro potrà essere ripubblicato”.

Personalmente Hartmann trova il libro a tratti disgustoso, ma essendo stato scritto più di 90 anni fa è superato e vecchio, l’unico interesse che riveste è quello storico, riguardo gli anni viennesi di Hitler, per esempio, o sulle riparazioni della prima guerra mondiale.

In Italia, in concomitanza con la riedizione tedesca, Il Giornale, diretto da Alessandro Sallusti, ha proposto in edicola un’edizione commentata sotto la guida critica del professore Francesco Perfetti. Che a qusto riguardo ha dichiarato, “Al mondo politico, ma anche a quello intellettuale dell’Europa del tempo, può essere oggi rimproverato il fatto di non avere letto in maniera approfondita l’opera e di non averne quindi compreso appieno la dimensione aberrante destinata, come la storia avrebbe tragicamente dimostrato, a minare in profondità le fondamenta del mondo civile”.

Hitler scrive il primo libro nel 1923, in carcere a Landsberg, dopo il fallito golpe di Monaco.
Il secondo libro lo scrive nel suo ritiro alpino vicino a Berchtesgaden.

Nel 1933, anno in cui Hitler sale al potere, il Mein Kampf diventa un best seller.

Anche se a Hitler non riuscì di imporlo come come avrebbe voluto ai lettori, dal 1933 i tedeschi sono stati bombardati incessantemente con la propaganda nazista, e il Mein Kampf ne era solo una parte.

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