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Usa: messicani temono l'arrivo di Trump, a rischio le rimesse degli emigranti


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Usa: messicani temono l'arrivo di Trump, a rischio le rimesse degli emigranti

Con l’avvicinarsi del cambio alla guida degli Stati Uniti, i messicani temono gli effetti delle politiche di Donald Trump sulla loro vita. Iximiquilpan, nel Messico centrale, è fra le località con i livelli più elevati di emigrazione su scala nazionale.

Soltanto la sua agglomerazione, 94.000 abitanti, nel 2015 ha ricevuto 100 milioni di dollari di rimesse, come quelle della figlia di Monica Arroyo che vive in Florida: “Qui quasi non ci sono soldi, qui non abbiamo quasi niente, difficilmente si trova un lavoro. Se mandano indietro i nostri emigranti qui ci sarà più povertà perché laggiù hanno un lavoro e ci aiutano mandandoci un po’ di soldi”.

L’anno scorso gli emigranti hanno inviato in Messico una somma record di 27 miliardi di dollari, un flusso che potrebbe interrompersi se Trump applicasse la promessa elettorale di vietare le rimesse degli emigranti. Sul suo sito web l’argomento non è citato.

In Florida, Maria de la Luz Pioquinto, un’emigrante di Iximiquilpan, lavora in un centro per il trasferimento di denaro: “La maggioranza si rende conto del fatto che in qualsiasi momento una legge potrebbe vietare loro di vivere qui e costringerli a tornare a casa, a tornare nel loro Paese, non soltanto in Messico, ci sono persone del Salvador, dell’Honduras e di altri Stati, sono più o meno tutti nella stessa situazione, ma per i messicani è peggio perché sono più numerosi”.

Un altro timore è legato alla sorte del Nafta, il trattato di libero scambio che ha attirato investimenti stranieri in Messico e ne ha rafforzato l’export. Il futuro ministro del Commercio statunitense, Wilbur Ross, ex investitore, è critico nei confronti dell’accordo.