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Siria: la tregua tiene, ma resta fragile


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Siria: la tregua tiene, ma resta fragile

Il cessate il fuoco in Siria sembra sostanzialmente tenere, anche se si segnalano scontri in alcune aeree e le parti si accusano a vicenda di violare la tregua.

Ad Aleppo, la situazione appare tranquilla, ma gli abitanti temono che i jihadisti possano approfittare della pausa per riunire le forze. Inoltre devono far fronte a un nuovo problema, dopo che l’Isil ha fatto saltare una conduttura che porta la fornitura idrica alla città.

“Lo Stato Islamico ha tagliato l’acqua potabile ad Aleppo – esclama un uomo -. Ci hanno privato di tutto, della vita. Non abbiamo niente. Ed è solo colpa dell’Isil.”

Mentre nei territori sotto il controllo di Damasco gli sfollati puntano il dito contro i jihadisti, a Idlib, dove sono stati trasferiti i ribelli di Aleppo con le loro famiglie, si indicano le responsabilità del governo.

“Sono andato via a causa dei raid, dei barili-bomba, delle bombe a grappolo, dei missili – ricorda Hassan Izzo -. Siamo stati colpiti con tutte queste armi, perciò siamo scappati. Abbiamo lasciato la nostra casa con una grande sofferenza. Il regime non ha alcuna credibilità.”

A Idlib gli sfollati sono assistiti in particolare da una ONG turca.

Intanto anche a Damasco si registra da 5 giorni l’interruzione della fornitura idrica, attribuita a un sabotaggio dei ribelli.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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