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Siria: al via cessate il fuoco tra governo e ribelli. Ma non tutti i gruppi di miliziani aderiscono. E si continua a morire


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Siria: al via cessate il fuoco tra governo e ribelli. Ma non tutti i gruppi di miliziani aderiscono. E si continua a morire

Il presidente siriano Assad ha reso noto, dopo la firma del cessate il fuoco tra governo di Damasco e ribelli, che la soluzione della crisi siriana è ora nelle mani dei siriani stessi.
Il presidente Vladimir Putin ha annunciato che sono stati firmati un accordo per il cessate il fuoco e una dichiarazione per l’inizio immediato dei colloqui di pace.

Il ministro degli Esteri siriano, Walid al-Moallem, si dice soddisfatto: “C‘è una possibilità concreta di raggiungere un equilibrio politico e allo stesso tempo di mettere fine al bagno di sangue per ristabilire un futuro per il Paese.”

Il portavoce dell’esercito siriano libero spiega qual è la differenza tra questo e gli innumerevoli accordi firmati in precedenza:
“Questo cessate il fuoco riguarda l’intera Siria. Riguarda tutti i gruppi di combattenti in campo nel Paese. Durante i colloqui, il governo russo ci ha garantito che terrà sotto controllo le forze del regime siriano e i loro alleati”.
Ma in realtà dagli accordi di pace sono escluse le organizzazioni riconosciute come terroriste dall’Onu, il sedicente Stato Islamico e i qaedisti del Fronte al Nusra, recentemente rinominatosi Fatah al Sham. Oltre 50mila i miliziani che dovranno mettere fine ai combattimenti.
E intanto, fino a poco prima dell’entrata in vigore del cessate il fuoco, alle 23 ora italiana, altri civili sono morti oggi in Siria. Almeno 15 persone, di cui 5 minorenni, sono state uccise in pesanti attacchi delle forze governative su aree ribelli alle porte di Damasco.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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