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Filippine: presto punibili i bambini di 9 anni

Per il presidente Duterte, i giovanissimi rilasciati perché non imputabili tendono a commettere nuovi reati

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Filippine: presto punibili i bambini di 9 anni

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Nelle Filippine, il pugno di ferro del presidente Rodrigo Duterte nella lotta al crimine non risparmia i minorenni.
I parlamentari della sua maggioranza stanno per approvare una legge che abbassa l’età dell’imputabilità da 15 a 9 anni.

Duterte giustifica il provvedimento affermando che i ragazzini arrestati e rilasciati perché giovanissimi tendono a commettere altri reati e aggiunge: “Stiamo producendo una generazione di criminali”.
Il presidente aveva peraltro definito “danni collaterali” le morti di bambini durante i blitz contro i trafficanti.

Finora i bambini che delinquono vengono collocati in appositi centri di recupero, come la “Casa della Speranza”, alla periferia di Manila.

Un’assistente sociale della struttura, April Amistoso, spiega perché è contraria alla nuova legge.

“Se puniamo i bambini – dice -, poi quando saranno cresciuti riprodurranno la stessa logica e puniranno altre persone. Saranno bollati come criminali. Ma se li aiutiamo, possono essere un elemento positivo nella comunità.”

Secondo i sostenitori del provvedimento, non si tratta solo di colpire i minorenni che compiono reati, ma un intero sistema.

Una venditrice ambulante, Andrea Gitering, dichiara: “Abbiamo davvero bisogno di questa legge perché i criminali adulti usano i bambini. Li utilizzano perché sanno che i bambini la passano liscia e non vanno in carcere, mentre se gli adulti commettono crimini, possono essere condannati alla prigione.”

La lotta alla criminalità e al traffico di droga condotta da Duterte ammette che i poliziotti o cittadini che si autoproclamano giustizieri uccidano i presunti delinquenti per le strade, senza alcun processo. Nei sei mesi della sua presidenza si contano già 6000 eliminazioni extragiudiziali.