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Pearl Harbour: 75 anni dopo


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Pearl Harbour: 75 anni dopo

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Era il 7 dicembre del 1941: l’attacco aereo da parte dei giapponesi alla base americana di Pearl Harbour decretò l’entrata in guerra degli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale. Primo atto della Guerra del Pacifico. L’attacco fu concepito e guidato dall’ammiraglio Isoroku Yamamoto, che in quel momento si trovava nella baia di Hiroshima a bordo della corazzata Nagato, con lo scopo di distruggere la flotta statunitense del Pacifico. L’operazione Hawaii provocò nell’opinione pubblica un forte sentimento di odio verso il Giappone.

Il presidente americano Franklin Delano Roosevelt parlò di “Giorno dell’infamia: Gli Stati Uniti d’America sono stati improvvisamente e deliberatamente danneggiati dall’impero del Giappone, ora noi reagiremo,adottando tutte le misure necessarie per la nostra difesa.” In poco più di un’ora i 350 aerei partiti dalle portaerei giapponesi inflissero pesanti danni alla flotta del Pacifico. L’attacco provocò circa 2.400 morti americani. 1178 i feriti. 12 le navi affondate, 164 gli aerei abbattuti. Il Giappone contò 64 morti, 5 navi e 29 aerei distrutti.

24 ore dopo il massacro, ovvero l’8 dicembre, gli Stati Uniti dichiararono guerra al Giappone. Tre giorni dopo, la Germania e gli alleati dell’Asse dichiararono guerra all’America. Tra l’agosto e il novembre del 1942 a Guadalcanal, nelle isole Salomone, le truppe statunitensi riuscirono a fermare l’avanzata del Giappone verso l’Australia – avanzata che i Giapponesi avevano attuato occupando isola dopo isola. Il 6 Agosto del 1945 gli Stati Uniti sganciarono la prima bomba atomica su Hiroshima, il 9 agosto quella a Nagasaki. Decine di migliaia i civili uccisi, una delle pagine più buie della nostra storia.

Lo scorso 7 dicembre, in gran parte degli Stati Uniti, sono state organizzate cerimonie di commemorazione per tutti i morti di Pearl Harbor, alla presenza dei veterani e di alte cariche politiche come il senatore John McCain. “Molte famiglie americane quel giorno furono spezzate per sempre. Molti piansero la perdita dei propri cari, altri non si diedero mai pace per la morte di figli, genitori, parenti. Quel giorno il volo dell’America cambiò per sempre”, ha dichiarato lo stesso McCain.

Un periodo ancora presente nella coscienza e nella memoria dei due popoli. Sia a Pearl Harbor che a Hiroshima.

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