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Siria, almeno 90 civili uccisi nei raid turchi anti Isil


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Siria, almeno 90 civili uccisi nei raid turchi anti Isil

Ad Aleppo come a Damasco sventolano di nuovo le bandiere siriane. C‘è voglia di ritorno alla normalità ma la paura degli attentanti da parte dell’Isil resta forte. Così come non cessano i raid turchi nel nord del Paese contro le postazioni dell’Autoproclamato stato islamico. L’Osservatorio per i Diritti Umani parla di almeno 88 civili rimasti uccisi negli ultimi attacchi aerei nella città di Al Bab, feudo dei jihadisti.

Intanto in tutta Aleppo migliaia di persone per tutta la notte ieri sono scese in strada per festeggiare la riconquista completa della seconda città della Siria da parte delle forze fedeli a Bashar al Assad. La folla ha riempito le strade non appena l’esercito ha annunciato gli ultimi ribelli avevano lasciato anche la parte est. Una festa e una vittoria che moltissimi siriani dedicano al loro presidente e al loro Paese.

A settembre l’esercito siriano, con le milizie alleate e l’aiuto dei raid aerei russi, aveva lanciato un’offensiva militare mirata a riconquistare interamente la città nel nord della Siria. Il prezzo in termini di vite civili è stato devastante. Nell’offensiva non sono stati risparmiati obiettivi sensibili, compresi gli ospedali. Intanto nei giorni scorsi Assad aveva dichiarato che la riconquista di Aleppo non porta con sé la fine della guerra in Siria, che terminerà solo quando tutto il Paese sarà liberato dal terrorismo.

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