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Romania: una donna musulmana premier, la sfida del Partito socialdemocratico


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Romania: una donna musulmana premier, la sfida del Partito socialdemocratico

Sevil Shhaideh: è questo il nome su cui scommette il Partito socialdemocratico romeno (Psd) per l’incarico di premier.
Lo schieramento di centrosinistra, che ha vinto con un ampio margine di scarto le consultazioni dell’11 dicembre scorso, deve formare un nuovo governo.

Un spiraglio di speranza si apre per mettere la parola fine alla crisi politica che si è creata il 4 novembre del 2015 dopo le dimissioni dell’ultimo esecutivo, sempre socialdemocratico, guidato da Victor Ponta. Il Partito socialdemocratico romeno ha dovuto fare un passo indietro dopo le proteste per la morte di 64 persone nell’incendio della discoteca di Bucarest, per mancanza di norme di sicurezza.

Sul nome di Sevil Shhaideh, come ha spiegato Liviu Dragnea, leader del partito Psd al termine delle consultazioni con il presidente della Repubblica, Klaus Iohannis, c‘è il consenso degli alleati dell’Alde (alleanza dei liberali e democratici).

Una premier da doppio primato

Sevil Shhaideh, 51 anni e di origini tatare, non solo potrebbe essere la prima donna a ricoprire l’incarico di primo ministro nella storia politica romena ma anche il primo premier musulmano, essendo la minoranza tatara di fede islamica. Economista, il nome di Sevil Shhaideh è stato un colpo di scena per due ragioni: perché è una donna e perché musulmana.

Sevil Shhaideh fa parte dell’1% della popolazione tatara di Romania che ora potrebbe essere rappresentata da un primo ministro in un Paese dove la netta maggioranza della popolazione è di religione cristiano ortodossa, come sottolinea il sito di Politico.Eu. Sevil Shhaideh, sposata con un cittadino siriano, è un braccio destro di Liviu Dragnea, leader del partito Psd, che non può assumere per legge nessun incarico ministeriale, in seguito a una condanna di due anni di reclusione per frode elettorale.

Le sfide che aspettano Sevil Shhaideh

La Romania, uno dei più poveri e meno modernizzati dell’Unione Europea, è strangolata dalla corruzione e dalla crisi economica. Il Paese negli ultimi mesi è stato travolto da un “terremoto” giudiziario-istituzionale che ha portato in carcere o sotto inchiesta per corruzione 51 dei sindaci delle 109 maggiori città, compresa la capitale Bucarest. Il Partito socialdemocratico romeno ha promesso durante la campagna elettorale di aumentare la spesa sul welfare per cercare di migliorare il tenore di vita della Romania. Nel Paese la percentuale di persone prive di un impiego è del 5,7%.

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