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L'inquinamento in Cina ormai è una "Airpocalypse"


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L'inquinamento in Cina ormai è una "Airpocalypse"

La situazione dell’inquinamento in Cina sta diventando insostenibile. In 24 città è scattato l’allarme rosso ed il Governo ha deciso per l’immediata chiusura di fabbriche e scuole, per l’interruzione di ogni tipo di trasporto (treni, aerei, servizi pubblici e auto private) fino al divieto assoluto di effettuare dei semplici barbeque in giardino. Misure altamente limitative dovute alla altissima concentrazione nell’aria di particelle nocive alla salute che, solo a Pechino, hanno raggiunto i 360 milligrammi per metro cubo. Una autentica “Airpocalypse” come ormai viene definita dai media.

La Airpocalipse sui quotidiani internazionali

“Chiaramente il governo non sta cercando di nascondere le cose – ha dichiarato Bernhard Schwartlande dell’Organizzazione Mondiale della Sanità – anzi, il Primo ministro ha chiesto una autentica guerra contro l’inquinamento investendo molto per migliorare la qualità dell’aria. La situazione odierna è probabilmente la conseguenza dei peccati di un’intera generazione che ha pensato allo sviluppo, ma non al rispetto dell’ambiente”.

L’inquinamento in Cina visto da Le Monde

Da parte dei residenti c‘è preoccupazione. Molti sono costretti ad uscire di casa con delle maschere antismog. Qualcuno ricorda che anni fa era solamente nebbia, altri, invece si lamentano delle forti restrizioni e chiedono al Governo di non concentrarsi solamente sulle fabbriche e sul traffico, ma di cercare di cambiare la struttura dello sviluppo economico del Paese.

Lo smog dal satellite di Airvisual

Intanto il Governo ha inviato gli ispettori in alcune aziende nello Shanxi e nella Mongolia interna che non avrebbero tagliato la produzione di carbone nei periodi dovuti contribuendo, quindi, al forte inquinamento atmosferico.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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