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Turchia: giunti inquirenti russi, in stato di fermo familiari dell'attentatore


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Turchia: giunti inquirenti russi, in stato di fermo familiari dell'attentatore

Con lo sbarco degli inquirenti russi è stato dato il via ufficiale in Turchia all’inchiesta sull’assassinio dell’ambasciatore russo ad Ankara, freddato con nove colpi di pistola da un agente della polizia turca.
Sono diciotto gli esperti russi inviati ad Ankara: alcuni di loro hanno assistito in mattinata alle due autopsie, dell’ambasciatore e del suo assassino, abbattuto dalle forze di sicurezza turche.

Intorno all’ambasciata russa è stata accresciuta la sicurezza, così come davanti a quella degli Stati Uniti, di fronte alla quale in serata un uomo ha sparato alcuni colpi in aria ed è stato poi arrestato.

Prima dell’arrivo degli inquirenti russi, i turchi avevano provveduto a una prima ondata di arresti: la madre, il padre e la sorella di Mevlut Mert Altintas, l’uomo che ha sparato all’ambasciatore. Si è poi saputo di altri quattro fermi.
L’uomo, che era fuori servizio, aveva esibito il proprio tesserino per entrare nella galleria d’arte moderna dove l’ambasciatore stava per inaugurare una mostra. Si è poi posizionato dietro di lui, facendosi credere addetto alla sicurezza. E ha sparato. Un’evidente falla nell’organizzazione della sicurezza, ancor più inquietante perché risulta che l’agente, di cui si dice ora che facesse parte della rete gulenista, sia stato in servizio almeno due volte in occasione di visite del presidente Erdogan.

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