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Berlino, il proprietario del Tir: "Quello al volante non era il mio autista"


Germania

Berlino, il proprietario del Tir: "Quello al volante non era il mio autista"

“Non può essere stato lui, devono averlo preso in ostaggio”. Il proprietario dell’azienda di trasporti polacca a cui apparteneva il TIR che si è gettato sulla folla a Berlino nega che a guidarlo possa essere stato un suo dipendente.


Sul sito del settimanale Der Spiegel la notizia che l’uomo rinvenuto morto a bordo del TIR sembra sia stato ucciso da colpi di arma da fuoco

L’uomo, rinvenuto morto sul sedile del passeggero, è presentato da Ariel Zurawski come suo cugino. “Lo conoscevo fin dalla nascita – racconta -. Perché mai sarebbe poi passato per il centro di Berlino, se doveva scaricare altrove il suo materiale? L’ultima volta che gli ho parlato, alle 16:00, mi ha detto che si trovava in un quartiere in cui c’erano solo degli uffici e che si era appena comprato un kebab, perché aveva fame. Lavorava come autista da 15 anni, aveva una grande esperienza in questo campo. Devono sicuramente avergli fatto qualcosa”.


La condanna della Casa Bianca nel comunicato diffuso dal suo account Twitter

Immediata la reazione della Casa Bianca, che già ieri aveva condannato l’accaduto, bollandolo come un “apparente attentato terroristico”.


Sul sito del quotidiano locale “Berliner Morgenpost”, l’annuncio del Ministro degli interni tedesco de Maziere sulla mancata chiusura dei mercatini di Natale

Malgrado l’attacco di ieri, i Ministri degli interni federale e dei Länder tedeschi hanno confermato già nella serata di lunedì che i mercatini di Natale resteranno aperti come previsto durante il periodo delle festività.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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