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Il 2016 degli attentati e del terrore

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Di Euronews
Il 2016 degli attentati e del terrore

<h3>La Francia nel mirino dell’<span class="caps">ISIL</span></h3> <p><strong>Lutto a Nizza: strage sulla Promenade des Anglais</strong></p> <p>16 luglio: una folla immensa è in raccoglimento sulla Promenade des Anglais di Nizza. Rose gialle e mazzi di fiori ricordano le decine vittime di due giorni prima. </p> <p><a href="http://it.euronews.com/2016/07/15/un-camion-investe-la-folla-a-nizza-e-provoca-vittime-e-un-attentato">Uno dei nostri primi servizi sull’attentato</a></p> <p>Ripiombata nel mirino del terrorismo internazionale, la Francia si stringe attorno alle famiglie delle vittime di questo nuovo massacro. Il 14 luglio la stessa Promenade des Anglais è affollata di residenti e turisti quando un camion si lancia sulla folla uccidendo 86 persone. I feriti sono oltre 430. Alla guida c’era Mohamed Lahouaiej Bouhlel, cittadino francese di origini tunisine dal controverso profilo. Esplode la polemica su come abbia potuto eludere i controlli. </p> <iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/Abb3a_jhEtc" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> <em>In questo servizio di euronews, il momento in cui la polizia ha provato a bloccare il camion con l’attentatore a bordo</em> <p><strong>L’ombra dell’<span class="caps">ISIL</span> sull’assassinio di padre Jacques e dei poliziotti</strong></p> <p>La Francia continua a pagare caro il suo impegno nella lotta al jihadismo in Iraq e in Siria. Poco prima, nel mese di giugno, due poliziotti erano stati uccisi non lontano da Parigi da Larossi Abballa. A motivarlo una rappresaglia in nome dell’<span class="caps">ISIL</span>. </p> <p>Ad agosto è la volta di padre Jacques Hamel, 85 anni, che viene ucciso mentre celebra la messa nella chiesa di Saint Etienne-du-Rouvray. Nuova rivendicazione dell’<span class="caps">ISIL</span>: a commetterlo due uomini poi uccisi dalle forze dell’ordine. </p> <h3>Bruxelles sotto attacco: colpiti l’aeroporto e la metro di Maelbeek</h3> <p>In Belgio, due attacchi simultanei colpiscono il cuore dell’Europa. Sono le 8 del mattino del 22 marzo, quando due ordigni che esplodono nella hall dell’aeroporto internazionale di Zaventeem. Un’ora dopo un terzo scoppia nella stazione della metropolitana di Maelbeek, sempre a Bruxelles. Negli attacchi, rivendicati dall’<span class="caps">ISIL</span>, muoiono 32 persone più i 3 attentatori.</p> <iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/Jwawh_y3Vf0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> <em>Il riepilogo degli attentati di Bruxelles in un servizio d’euronews</em> <p>Grazie alle telecamere di sorveglianza i kamikaze dell’attacco all’aeroporto vengono identificati: sono Najim Laachraoui e Ibrahim El Bakraoui. L’uomo con il cappello scuro rivede i suoi piani e all’ultimo momento decide di non farsi saltare, allontanandosi invece dall’aeroporto. Arrestato l’8 aprile ad Anderlecht, è Mohamed Abrini: uno dei presunti cervelli degli attentati a Parigi del novembre 2015.</p> <iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/litoBZLEiHk" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> <em>L’identikit degli attentatori in un servizio di euronews</em> <h3>Sangue in Turchia: nel mirino Ankara e Istanbul</h3> <p>Lunga anche la lista degli attentati che insanguinano la Turchia. Tra febbraio e marzo due autobombe esplodono ad Ankara, facendo 62 morti. La rivendicazione è dei “Falchi per la libertà del Kurdistan”, un gruppo armato che il governo considera legato al <span class="caps">PKK</span>. A marzo, un kamikaze che professa fedeltà all’<span class="caps">ISIL</span> si fa esplodere in una via dello shopping di Istanbul, provocando 5 morti e 35 feriti. </p> <p>Sempre a Istanbul a giugno un’autobomba esplode al passaggio di un pullman della polizia nel quartiere turistico di Vezneciler. I morti sono 12 e la rivendicazione, di nuovo dei Falchi per la libertà del Kurdistan. </p> <iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/7-GHlmhjdlg" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> <em>La cronaca dell’attacco in un nostro servizio</em> <p>Nello stesso mese di giugno a finire nel mirino è anche l’aeroporto Ataturk di Istanbul: tre kamikaze aprono il fuoco sulla folla e la polizia tenta invano di fermarli prima che si facciano saltare in aria nella hall principale. Il bilancio è di quarantacinque morti e l’attacco viene attribuito al sedicente Stato Islamico. </p> <iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/rGWgu9UTpck" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> <em>Uno dei primi servizi di euronews sull’attacco all’aeroporto Ataturk</em> <p>Il 10 dicembre due deflagrazioni si producono non lontano dallo stadio di calcio del Besiktas, sempre a Istanbul. La partita si è conclusa da poco. Tra i 40 morti molti sono agenti di polizia. I “Falchi per la libertà del Kurdistan” tornano a rivendicare. </p> <h3>Dal luglio nero alla strage di Natale: gli attacchi in Germania</h3> <p>In Germania luglio è un mese nero. Il 18, a bordo di un treno regionale, un profugo afgano ferisce 4 passeggeri a colpi d’ascia, prima di essere abbattutto. L’attacco, che si verifica nei pressi di Wurzburg, è il primo rivendicato in Germania dal sedicente Stato Islamico. </p> <iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/hmu9GgVI3KE" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> <p>Qualche giorno dopo nella città bavarese di Ansbach, un cittadino siriano a cui era stato rifiutato l’asilo si fa esplodere all’ingresso di un festival musicale. Miracolosamente non ci sono morti ma dodici persone restano ferite. </p> <p>Ma è il 19 dicembre che, con un attentato che riprende le modalità di quello avvenuto a luglio a Nizza, la Germania vive il suo momento piu’ difficile. Un camion, alle otto di sera, piomba su un mercatino natalizio di Berlino, vicino alla “Chiesa del ricordo. Sull’asfalto restano 12 morti e una cinquantina di feriti. Il giorno dopo la cancelliera Angela Merkel promette: ‘La Germania non cederà alla paura. Non cambieremo il nostro modo di vivere”. </p> <h3>L’arresto di Salah Abdeslam e il ritorno alla vita del Bataclan</h3> <p>È a marzo che in Belgio viene intanto arrestato Salah Abdeslam. Estradato in Francia il mese successivo, è accusato di aver partecepito ai sanguinosi attacchi di Parigi, del novembre 2015. Il teatro Bataclan ne è da allora divenuto il simbolo: luogo di terrore e morte, che esattamente un anno dopo è tornato alla vita – e alla musica – con un concerto di Sting. </p> <iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/CP_W8QGE6Xc" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> <em>Il servizio di euronews sulla riapertura del Bataclan con il concerto di Sting</em>