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Aleppo Est e roccaforti ribelli: accordo sulle "evacuazioni incrociate"

L’apparente scioglimento del nodo gordiano delle rivendicazioni incrociate fra Damasco e ribelli permette la ripresa delle evacuazioni dei civili intrappolati ad Aleppo…

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Aleppo Est e roccaforti ribelli: accordo sulle "evacuazioni incrociate"

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L’apparente scioglimento del nodo gordiano delle rivendicazioni incrociate fra Damasco e ribelli permette la ripresa delle evacuazioni dei civili intrappolati ad Aleppo Est. Più di 3000, secondo fonti mediche e dell’Osservatorio Siriano dei diritti umani, le persone che a bordo di una sessantina di pullman sono partite dalla mezzanotte di domenica alla volta di aree controllate dai ribelli ad ovest della città.


L’Osservatorio Siriano per i diritti umani stima in circa 3500 le persone che sarebbero riuscite a lasciare Aleppo Est per raggiungere aree ad ovest della città

Il complesso sistema delle “evacuazioni incrociate”

A sbloccare lo stallo, che venerdì aveva portato il fronte di Bashar Al Assad a sospendere le operazioni, è stato il raggiungimento di un accordo per consentire la contemporanea evacuazione dei civili pro-governativi, bloccati in due roccaforti ribelli a nord di Idlib. Damasco aveva posto quest’ultima come condizione per consentire alla popolazione rimasta intrappolata di lasciare Aleppo Est.

Il rogo dei pullman che ha rischiato di far saltare l’accordo

Alcuni dei tanti video che su Twitter e YouTube ritraggono l’incendio dei pullman, inviati per procedere all’evacuazione di Kafraya e Al Fu’ah

Una decina i pullman che, con circa 500 persone a bordo, hanno nelle ultime ore lasciato i villaggi di Kafraya e Al Fu’ah, per condurle nelle zone di Aleppo sotto il controllo governativo. Alcuni dei veicoli qui inviati per effettuare il trasporto dei civili erano stati incendiati domenica da gruppi armati, rischiando di far saltare la complessa architettura delle evacuazioni incrociate.