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La crisi alimentare del Nord Est nigeriano

Ci sono quasi due milioni di sfollati nel Nord Est della Nigeria a causa delle violenze di Boko Haram e della risposta armata dell’esercito.

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La crisi alimentare del Nord Est nigeriano

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Ci sono quasi due milioni di sfollati nel Nord Est della Nigeria a causa delle violenze di Boko Haram e della risposta armata dell’esercito. Circa 9 milioni di persone soffrono di insicurezza alimentare. Oltre 2 milioni i bambini malnutriti sotto i 5 anni hanno bisogno di assistenza

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""Ci stiamo confrontando con una situazione di malnutrizione che potrebbe trasformarsi in una reale catastrofe",Isabel Coello, Ufficio Europeo per gli Aiuti Umanitari"

A milioni sono scappati dai combattenti islamici di Boko Haram nel Nord Est della Nigeria. Ora affrontano una nuova prova. La fame. A centinaia di migliaia si sono rifugiati a Maiduguri, la capitale dello Stato di Borno. Qui le organizzazioni umanitarie lavorano già da qualche anno, eppure la malnutrizione fa ancora vittime. La clinica dell’Ong Alima, per i bambini sotto i 5 anni, è stata aperta in agosto con gli aiuti europei e riceve in media un centinaio bambini al giorno. Il reponsabile sanitario della clinica di Alima, Margaret Otuya, non smette di visitare i bambini mentre ci spiega la gravità della situazione:

“Questo bimbo ha un anno e tre mesi. Pesa sei chili. E’ il peso di un bambino di 4 mesi”.

Il piccolo Abubaka sarà trasferito in ospedale, perché le sue condizioni sono gravi. I medici ricevono in media sette casi al giorno di malnutrizione severa con complicazioni. Una cinquantina alla settimana.

“In tre mesi abbiamo assistito circa 6 mila pazienti -spiega Margaret. Oltre mille soffrivano di malnutrizione severa. E’ allarmante. I problemi più frequenti sono infezioni respiratorie, diarrea acuta e malaria”.

L’ UNICEF ha dichiarato che 75 mila bambini rischieranno di morire di fame l’anno prossimo nel Nord Est nigeriano se non riceveranno aiuti. L’esperta di sicurezza alimentare dell’Ong francese Solidarités International, Cécile Barrière, ci spiega le dimensione della crisi:

Aid Zone - Nigeria

Monica Pinna:
“Stiamo affrontando una situazione simile al Biafra o alla Somalia qui nello Stato di Borno?

“La percentuale della popolazione globale del Paese interessata da questa crisi è notevolmente inferiore alla Somalia o al Biafra. Nonostante questo, siamo su cifre allarmanti. In alcuni Stati ci sono delle sacche in cui la malnutrizione è superiore ai tassi d’allerta. La soglia d’allerta per i bambini gravemente malnutriti è del 2% della popolazione e siamo oggi al 9% in queste zone. L’allarme per la malnutrizione in generale scatta al 10% e siamo oggi al 37%”.

Oltre due milioni di persone, secondo l’ONU, si trovano in zone inaccessibili agli aiuti, controllate da Boko Haram. Gli estremisti si muovono ancora liberamente nelle campagne, per questo i raccolti sono stati in gran parte abbandonati. Le Ong hanno riferito di condizioni disperate nei territori recentemente liberati. Maiduguri è tra i luoghi più accessibili e in teoria sicuri, eppure da ottobre gli attacchi dei kamikaze hanno cadenza settimanale. Ce ne sono stati tre in un giorno durante il nostro viaggio.

Gli sfollati vivono in campi improvvisati, in edifici abbandonati e con la comunità locale, come Zara, 40 anni.

“Sono venuta un anno fa da un villaggio a una settantina di chilometri da da qui racconta Zara Dalla Boko Haram ha cercato di prendermi i figli. Per questo siamo scappati. Ogni famiglia ha perso qualcuno”.

Zara è tra le mamme che fanno la fila alla climica di Alima. Sua figlia Aisha è malnutrita e viene monitorata ogni settimana.

“E’ nel programma da due settimane -spiega Margaret Otuya, reponsabile sanitaria della clinica di Alima. Questa è la terza settimana. Quando è venuta pesava sette chili e otto. Ha due anni. Ora pesa otto chili e due, quindi sta migliorando”.

Zara e le altre madri ricevono un kit per il cibo e uno per purificare l’acqua. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, igiene e acqua potabile salverebbero ogni anno 361,000 bambini sotto i 5 anni. Per questo i programmi contro la malnutrizione a Maiduguri passano anche attraverso la creazione di fontane pubbliche e la costruzione di latrine.

“Abbiamo 9 fontane da costruire – dice Almoustapha Garba – Le tensioni stanno aumentando nelle zone periferiche, quindi le persone contonuano ad arrivare a Maiduguri. Ma credo che questi punti di approvvigionamento possano alleviare i bisogni di molti”.

L’ufficio europeo per gli Aiuti Umanitari è stato tra i primi donatori a reagire aprendo un ufficio locale nel 2013 e portando nella regione circa 75 milioni di euro.

“Questa è la crisi di migrazione interna più rapida alla quale stiamo assistendo – spiega Isabel Coello, di Echo. Il volume delle necessità non ancora coperte è enorme. Ci stiamo confrontando con una situazione di malnutrizione che potrebbe trasformarsi in una reale catastrofe”.

La Nigeria ha ricevuto circa il 50% dei 484 milioni di dollari richiesti nel piano umanitario dell’Onu per il 2016. Per il 2017 è stato chiesto oltre il doppio. Senza aiuti l’anno prossimo è a rischio la vita di 120,000 persone. Principalmente bambini.