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Petrolio: volano i prezzi dopo l'impegno dei Paesi non Opec a ridurre la produzione


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Petrolio: volano i prezzi dopo l'impegno dei Paesi non Opec a ridurre la produzione

Balzo dei prezzi del petrolio dopo l’impegno dei Paesi non Opec a tagliare la produzione come già deciso dall’Organizzazione dei Paesi esportatori. Il Brent ha toccato il livello più alto da metà 2015 dopo aver aperto poco al di sotto dei 57 dollari al barile. In attesa di fatti concreti secondo gli analisti si osserverà una volalità dei prezzi.

“L’accordo potrebbe segnare un grande cambiamento nel mercato petrolifero con l’avvicinarsi del 2017”, sostiene Chris Beauchamp, analista senior presso IG. “Ma come sempre quando si tratta di Paesi Opec e non Opec occorrerà attendere che l’accordo sia messo in pratica, quindi non festeggiamo troppo presto”.

Sabato scorso i Paesi Opec e 11 non Opec hanno raggiunto il primo accordo congiunto dal 2001 sulla riduzione dell’estrazione: -558.000 barili al giorno per i Paesi non membri dell’organizzazione, fra i quali la Russia dovrà garantire il taglio più consistente, 300.000 barili. Mentre a a fine novembre l’Opec si è impegnata a tagliare 1,2 milioni di barili al giorno.

L’Arabia Saudita cambia dunque strategia dopo aver sostenuto per due anni una politica dei prezzi bassi per contrastare i concorrenti statunitensi del petrolio di scisto. Questi ultimi a dicembre hanno registrato l’aumento più forte del numero di impianti di trivellazione dal luglio del 2015.

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