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La disinformazione ci governa?

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Di Eri Garuti
La disinformazione ci governa?

<p>Le notizie false stanno sommergendo gli utenti dei social network. Molti le condividono sempre più spesso senza tentare di verificarle.<br /> Il fenomeno, che inizialmente poteva far sorridere, si sta rivelando un fattore in grado di condizionare le consultazioni elettorali in vari Paesi.</p> <p>C‘è chi si spinge ad affermare che <a href="https://www.theguardian.com/commentisfree/2016/nov/14/fake-news-donald-trump-election-alt-right-social-media-tech-companies">Donald Trump</a> non avrebbe conquistato la presidenza degli Stati Uniti se non avesse beneficiato di una propaganda fuorviante via internet, con <a href="http://www.reuters.com/article/us-washingtondc-gunman-idUSKBN13U26F">accuse inverosimili a Hillary Clinton</a> e al fronte democratico, ma anche al candidato repubblicano sono state attribuite <a href="http://www.snopes.com/1998-trump-people-quote/">citazioni non accurate e circostanze imprecise</a>.</p> <p>La prospettiva che anche in Europa le elezioni possano essere influenzate da notizie false è tutt’altro che lontana.</p> <p>In Italia, il sito Pagella Politica ha analizzato i post più condivisi e commentati sul tema “referendum” nei 12 mesi precedenti la consultazione del 4 dicembre, scoprendo che <a href="https://pagellapolitica.it/blog/show/148/la-notizia-pi%C3%B9-condivisa-sul-referendum-%C3%A8-una-bufala">5 su 10 erano falsi</a>.<br /> La notizia, inventata di sana pianta, secondo cui 500 mila schede con il sì già sbarrato sarebbero state trovate prima del voto, guida la classifica con oltre 233 mila condivisioni.</p> <p>Anche <a href="http://www.lemonde.fr/les-decodeurs/article/2016/07/18/non-il-n-y-a-aucune-preuve-de-tortures-au-bataclan_4971370_4355770.html">in Francia</a> e in Germania, dove nel 2017 si terranno elezioni decisive, gli esperti temono che possa verificarsi un fenomeno analogo.</p> <br /> <h3>Come scoprire le notizie false?</h3> <br /> <p>Prima di condividere un articolo, meglio fare alcune semplici verifiche.</p> <ul> <li>Controllate la pagina “Chi siamo” della testata che pubblica l’informazione. Se è un sito di ‘bufale’, potrebbe dichiararlo in un disclaimer, spiegando che si tratta di un sito satirico o di storie di fantasia.</li> </ul> <ul> <li>Controllate l’indirizzo <span class="caps">URL</span> del sito. Se il nome richiama una testata esistente, ma storpiandone il nome (ad esempio ‘Il Giomale”, “Il Fatto Quotidaino” o “Gazzetta della Sera”), si tratta probabilmente di un sito acchiappaclick.<br /> Lo stesso vale per nomi di testate esistenti, ma associati a domini strani, come <span class="caps">ABC</span>.com.co.</li> </ul> <ul> <li>Controllate con who.is da quanto tempo esiste il dominio e da chi è stato creato. A volte i siti di disinformazione vengono aperti e chiusi nel giro di pochi giorni.</li> </ul> <ul> <li>Verificate la reputazione della testata e cercate conferma della storia su Google. Se la notizia è vera, sarà riportata probabilmente da altri media più noti e affidabili.</li> </ul> <ul> <li>Verificate con ‘Google Reverse Image Search’ o ‘Tineye’ l’autenticità delle immagini e se si riferiscano davvero alla didascalia o notizia associata. Spesso la disinformazione su Internet si diffonde sotto forma di vecchie fotografie attribuite ad un diverso contesto.</li> </ul> <br /> <h3>Quanti danni possono fare le notizie false?</h3> <br /> <p>Hillary Clinton ha affermato che “l’epidemia di notizie false che ha inondato i social media nell’ultimo anno potrebbe mettere in pericolo vite umane”.</p> <p>Jenni Sargent, direttore di First Draft News, che illustra il fact-checking dei contenuti online, <a href="http://www.euronews.com/2016/12/12/what-is-fake-news-and-how-to-spot-it">spiega a euronews</a> che lo scopo dei siti di bufale è creare contenuto che confermi l’opinione degli utenti cui si rivolge. Quindi è improbabile che abbia spinto elettori di Hillary Clinton a votare per Trump o viceversa.</p> <p>Per Sargent è più facile utilizzare i siti acchiappaclick a scopo commerciale e, con una strategia ben pianificata, si può arrivare a guadagnare 100.000 euro dalle visualizzazioni e dalle condivisioni di un solo articolo.</p> <p>L’analisi di <a href="https://www.buzzfeed.com/craigsilverman/viral-fake-election-news-outperformed-real-news-on-facebook?utm_term=.nlZlPo2my#.uuwB94E1v">Buzzfeed News</a> ha riscontrato che le più diffuse bufale sulle elezioni statunitensi sono state più commentate e più condivise su Facebook delle principali notizie vere dei maggiori media, come il New York Times.</p> <p>Ci resta la speranza che molti dei commenti e delle condivisioni servissero a smentire le false informazioni o a ironizzare sul tema.</p>