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Sauditi burattinai della guerra? No, vittime. Boris Johnson a Canossa, cioè a Ryad


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Sauditi burattinai della guerra? No, vittime. Boris Johnson a Canossa, cioè a Ryad

Non è stata una visita ufficiale come tutte le altre quella di Boris Johnson in Arabia saudita. Il ministro degli esteri britannico si è fatto precedere a Ryad da una grossa polemica a causa delle sue dichiarazioni sulla guerra per procura condotta dai burattiani sauditi in Medioriente.

Boris Johnson ha dovuto praticamente ritrattare:

Sono qui per enfatizzare l’amicizia che esiste fra il Regno unito e l’Arabia saudita, amicizia che si sta sviluppando ed espandendo ed è anche giusto dire che crediamo nel candore delle nostre relazioni bilaterali.

La risposta dell’omologo saudita Adel Al-Jubeir è un capolavoro di savoir-faire diplomatico:

La Gran bretagna e l’Arabia saudita intrattengono relazioni storiche e strategiche che perdurano da più di un centinaio di anni. Sappiamo da che parte sta la Gran bretagna, non abbiamo alcun dubbio.

Da burattinai della guerra nello Yemen a vittime di una grave minaccia che giustifica l’intervento armato, è il doppio salto mortale effettuato da Johnson parlando dei sauditi.

C’entra qualcosa ovviamente la lavato di capo ricevuta dalla premier Theresa May , che aveva pubblicamente e freddamente puntualizzato:

Le dichiarazioni del ministro non rispecchiano quelle del governo.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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