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Un mondo condiviso

"Home sharing", "car pooling", "bike e car sharing", "social eating". Termini e attività entrati nelle nostre vite: sono il cuore della sharing economy, il modello economico che sembra davvero condizi

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Un mondo condiviso

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Più donne al volante. Per Uber è in atto una rivoluzione nel settore dei drivers e dei tassisti, da sempre troppo tradizionale e maschilista. In molti però ritengono che con il ride-sharing la società voglia solo creare lavoro a basso reddito e a tempo parziale. Serve trovare un equilibrio tra redditività e responsabilità sociale. Uno dei temi al centro del Forum delle Donne a Deauville, incentrato sulla sharing economy o economia della condivisione.

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"E' uno strumento che può aiutare le donne ad ottenere più potere, ad agire nel modo che vogliono all'interno di questo sistema."

Clara Gaymard Presidentessa del "Women's Forum for the Economy & Society"

Joanna Gil, euronews: “Democratizzazione, dot-comunismo. Sono solo alcuni dei modi con cui viene descritta l’economia della condivisione. Un giro d’affari di circa 15 miliardi di euro a livello globale che potrebbe salire a oltre di 335 miliardi entro il 2025. Obiettivo: rendere il mondo un più equo, più verde e più socialmente collegato.”

Condivisione a 360°

Ormai, anche grazie a un mondo connesso in rete 24 ore su 24, la sharing economy ha conquistato tutti i settori della nostra vita, rivoluzionando, secondo diversi analisti, il mercato del lavoro. Aspetti controversi: minori benefici e sicurezza e soprattutto un maggior divario tra uomini e donne in fatto di diritti. “Le donne tradizionalmente nei posti di lavoro, nella società, non hanno mai avuto le stesse di garanzie di sicurezza degli uomini. Ora che una gran fetta della popolazione si trova in questa posizione, si potrebbe sostenere che le donne hanno dovuto combattere molto, ma adesso anche gli uomini lo devono fare”, ci fa notare Giana Eckhardt, Professoressa di Marketing alla Royal Holloway, University of London.

Tutto viene condiviso, dalle auto alle moto fino ai giocattoli. Ma quali sono i benefici ambientali che derivano da questo tipo di economia. Le risposte sono controverse.“Ci sono diversi dati sul car-sharing. Le emissioni di carbonio possono essere ridotte del 37% attraverso questo servizio, ci sono risorse inutilizzate nel mondo del valore di circa 3,7 miliardi di sterline. Abbiamo diverse idea sul tipo di impatto sociale e ambientale, tuttavia dobbiamo capire che condividere deve essere fatto in modo responsabile”, ci dichiara Benita Matofksa, Fondatrice di People Who Share.

Pro e contro dell’economia della condivisione

Tanti sono i benefici che l’economia della condivisione potrebbe avere. I sociologi sono alla ricerca di come la condivisione possa influire positivamente sul capitale sociale. “Queste attività possono avere un impatto reale sul benessere delle persone e questo mette in evidenza qualcosa che gli analisti stanno affermando da un po’ di tempo, che il benessere e il PIL sono sempre più divergenti e abbiamo bisogno di una migliore divisione e misura del benessere economico”, sottolinea Juliet Schor, Professoressa di Sociologia presso il Boston College.

Più potere alle donne?

Mentre l’economia condivisibile si evolve, il ruolo delle donne potrebbe diventare fondamentale. “Nessuno sa cosa potrebbe accadere. Ma tutti possono avere un ruolo in questo mondo orizzontale. E’ meno gerarchico, ci si può spingere fino al limite. Quindi è uno strumento che può aiutare le donne ad ottenere più potere, ad agire nel modo che vogliono all’interno di questo sistema”, afferma Clara Gaymard, Presidentessa del “Women’s Forum for the Economy & Society”.

euronews: “Questa è la strada dell’economia della condivisione, anche se non è del tutto chiaro quale direzione il settore voglia prendere. Certo non è la fine del capitalismo, ma si sta aprendo un nuovo capitolo, un capitolo in cui le donne potrebbero ridefinire il loro ruolo nel mondo del lavoro, e diventare figure dominanti.”