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Giornata mondiale contro l'Aids. Gli ultimi dati dell'Oms sull'epidemia


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Giornata mondiale contro l'Aids. Gli ultimi dati dell'Oms sull'epidemia

Grazie ai nuovi farmaci l’Aids non è
più una condanna a morte, decenni di campagne e testimonial famosi dovrebbero aver rotto il tabù della malattia.

Eppure un numero enorme di persone, anche in Europa diffonde il virus senza saperlo.

L’allarme, alla vigilia del World Aids Day, oggi 1 dicembre, è stato lanciato dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), secondo cui solo colmando questo gap, si può tenere sotto controllo e vincere la malattia entro il 2030

Stando all’Organizzazione mondiale della Sanità, analizzando i dati del 2015, in Europa ci sono almeno 122mila persone sieropositive che non sanno di esserlo, si tratta di circa uno su sette del totale degli infetti.
Lo stesso problema riguarda il 40% di tutti i sieropositivi del mondo, oltre 13 milioni di persone, tanto che l’Oms ha emanato delle nuove linee guida in cui promuove il ‘self testing’, un test da fare a casa da soli per scoprire l’eventuale infezione.

Nel 2015 a livello mondiale, le nuove infezioni erano otre 2 milioni, che si aggiungono ai quasi 40 milioni (36,7) di persone che convivono con l’infezione.

Il numero di persone, che ha un trattamento per l’HIV, è aumentato di un terzo, circa 17 milioni di persone, 2 milioni di persone in più rispetto all’obiettivo prefissato dall’assemblea generale Onu nel 2015.

Dall’inizio dell’epidemia, primi anni Ottanta, 78 milioni di persone sono state infettate dal virus dell’Hiv; 35 milioni i morti per Aids, che è la malattia legata al virus.

Secondo il rapporto Oms Europa, che si riferisce a 31 paesi, Stati membri dell’Ue e dell’Area Economica Allargata, nel 2015 ci sono state 30mila nuovi casi, un numero in linea con gli anni
precedenti. A preoccupare è il tempo che intercorre fra il contrarre l’infezione e la diagnosi: circa 4 anni, un tempo lunghissimo, il che significa che metà dei pazienti scopre di essere sieropositivo quando l’infezione è in fase avanzata.

Il 42% delle nuove diagnosi riguarda uomini che hanno fatto sesso con uomini, mentre i rapporti eterosessuali seguono con il 32% e l’uso di siringhe infette è responsabile nel 4% dei casi.

“L’Hiv continua ad essere un grave problema in Europa – ha commentato il commissario alla Salute Vytenis Andriukaitis – La stima che una persona su sette non sappia di essere infetta è molto preoccupante perché queste persone non hanno accesso alle terapie salvavita e possono continuare a trasmettere il virus”.

Al di fuori dei confini dell’Unione europea la situazione è ancora peggiore, in Russia e nelle repubbliche ex sovietiche, il numero di sieropositivi per la prima volta
ha superato i due milioni, con un aumento del 7% rispetto all’anno precedente e con l’80% dei nuovi casi che si concentra a est.

Per l’Italia le stime dell’Istituto
Superiore di Sanità parlano di un leggero calo delle nuove diagnosi di Hiv, che nel 2015 sono state 3.444, con un’incidenza
di 5,7 nuovi casi ogni 100mila residenti, un dato che pone l’Italia al tredicesimo posto in Europa.

Per cercare di sensibilizzare sul problema soprattutto le nuove generazioni, anche in Italia sono state promosse centinaia di iniziative in occasione della giornata mondiale dedicata all’Aids, giornata ricordiamo istituzionalizzata nel 1988.

Per tutto il week end sono previsti spettacoli, vendite di beneficenza, convegni e sessioni di test gratuiti.

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