ULTIM'ORA

Lettura in corso:

Le spaccature interne della Moldavia pesano sulle relazioni con Bruxelles


Redazione di Bruxelles

Le spaccature interne della Moldavia pesano sulle relazioni con Bruxelles

Assicurare le relazioni con l’Europa. Questa era la missione del primo ministro moldavo Pavel Filip, che martedi ha incontrato a Bruxelles i vertici delle istituzioni europee. La recente elezione di un presidente filo russo ha gettato la Moldavia in una crisi istituzionale, rivelando la storica spaccatura interna del Paese. In un’intervista con euronews il primo ministro ha voluto fare alcune precisazioni. “Voglio fare una dichiarazione,- ha detto – visto che ci sono state molte speculazioni dopo l’elezione del presidente. La Moldavia rimane una repubblica parlamentare. In questa forma di governo le decisioni sono prese dal parlamento e attuate dal governo. Quindi siamo determinati a continuare il nostro percorso europeo”

Ma se il nuovo presidente Igor Dodon vuole allentare i legami con Bruxelles, l’Europa invece tende una mano alla Moldavia, che dall’incontro con Bruxelles ne è uscita a tasche piene. “Siamo arrivati ad un accordo di assistenza micofinanziaria per la Moldavia – ha rivelato Pavel Filip – per un importo di 100 milioni di euro, di cui 40 milioni sono sovvenzioni. E nel giro di pochi giorni saranno erogati anche circa 45 milioni di euro per i programmi che sono stati valutati. Vuol dire che che relazioni con l’Unione europea sono tornate alla normalità.”

Nel 2014 la Chisinau ha firmato un accordo commerciale con l’Unione europea, a cui la Mosca ha risposto con l’imposizione di un embargo sui prodotti agricoli provenienti dalla piccola repubblica. Il nuovo presidente non potrà ingorare la rilevanza economica della partneship europea nelle sue valutazioni sulla strategia di avvicinamento al blocco russo.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

traduzione automatica

Prossimo Articolo

Redazione di Bruxelles

Pacchetto UE sulll'energia: dalle ONG allarme energie rinnovabili a rischio