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Moldova e Bulgaria virano ad est. Neopresidenti promettono riavvicinamento a Mosca


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Moldova e Bulgaria virano ad est. Neopresidenti promettono riavvicinamento a Mosca

Nel finesettimana due candidati considerati filorussi sono stati eletti presidenti di Bulgaria e Moldova. Un’accoppiata che compensa, almeno in parte, l’allontanamento dalla sfera di Mosca del piccolo ma strategico Montenegro affacciato sull’Adriatico, entrato definitivamente nell’orbita Nato nonostante le resistenze di Mosca. Il bulgaro Rumen Radev e il moldavo Igor Dodon hanno vinto entrambi con largo margine i ballottaggi delle presidenziali nei rispettivi Paesi, e quasi all’unisono hanno sottolineato la volontà di migliorare e rafforzare i rapporti con la Russia.

Sofia fa già parte di Unione Europea e Nato, la Moldova aspira anch’essa all’integrazione euro-atlantica, contando sull’appoggio della confinante Romania alla quale è vicina per lingua e cultura. Dopo anni di raffreddamento progressivo dei rapporti con Sofia e Chisinau però, Mosca vede ora la possibilità di invertire la tendenza e accrescere la propria influenza in una regione di importanza strategica come quella dei Balcani e dell’Europa sudorientale.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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