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Turchia, fuori altri 15mila dalla funzione pubblica

Le purghe del dopo golpe non si fermano

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Turchia, fuori altri 15mila dalla funzione pubblica

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In Turchia il presidente Recep Tayyip Erdogan fa perdere il posto ad altre 15mila persone, fra dipendenti pubblici, militari, insegnanti, poliziotti, giornalisti d’opposizione. Altre 500 istituzioni sono state chiuse.

In tutto dal fallito golpe del 15 luglio, sono stati licenziati o sospesi dal servizio almeno 110mila funzionari.

Ankara continua la sua guerra contro i presunti seguaci o simpatizzanti dell’imam Fetullah Gülen , accusato di essere il fautore del golpe.

Gülen, ex amico del capo dello stato, vive in esilio negli Stati uniti, in una località in Pennsylvania.

In una recente intervista il presidente Erdogan si è detto deluso dall’amministrazione Obama per la mancata estradizione del suo nemico pubblico n° 1.

Secondo l’esecutivo di Ankara Gülen sarebbe il ‘‘leader di un’organizzazione terroristica’‘. Per Erdogan le purghe sono legali e appropriate alla situazione.

La comunità internazionale critica sempre più aspramente il giro di vite turco contro gli oppositori politici e contro la minoranza curda.