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Il ricatto turco tra valori europei e realpolitik


Redazione di Bruxelles

Il ricatto turco tra valori europei e realpolitik

Il ricatto turco al centro del dibattito dell’ europarlamento.
La deriva autoritaria del presidente Erdogan è inaccettabile per i deputati europei, che martedì hanno chiesto la sospensione dei negoziati di adesione della Turchia all’Unione europea.

Guy Verhofstadt, presidente dell’ Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa, ha espresso le richieste dei suoi colleghi davanti a Federica Mogherini, capo della diplomazia europea, e al Commissario per l’immigrazione Avramopoulos. Si tratta di due figure chiave nelle relazioni con Ankara.

“Un’ampia maggioranza chiede di congelare i negoziati di adesione per il momento – ha affermato – e mettere una serie di condizioni che la Turchia dovrà rispettare per riavviare i colloqui”

Ma è stata proprio Mogherini a richiamare i parlamentari alla realtà dei fatti, e cioè che l’Europa in questo momento non può fare a meno della Turchia.

“Se i negoziati di adesione venissero interrotti – ha detto – credo che entrambi avremmo da perderci”

Dal fallito colpo di Stato a luglio, circa 36.000 persone sono state arrestate in Turchia: giornalisti, militari magistrati ma anche semplici civili accusati di tradimento. Per l’eurodeputata e relatrice per la Turchia Kati Piri l’Europa non puo rimanere in silenzio.

“Qualunque cosa accada – ha ribattuto alla Mogherini – credo che sia nostro dovere in quanto membri di questo Parlamento prendere posizione quando i nostri colleghi sono in carcere, quando 145 vostri colleghi sono in carcere e quando 10 mila persone sono colpite senza alcuna difesa legale”

I negoziati tra l’Unione Europea e la Turchia erano iniziati già nel 2005, ma le trattative erano entrate in una fase di stallo poichè Ankara non era ancora pronta a ad accogliere l’acquis europeo su questioni importanti, quali la libertà di espressione e la riforma del sistema giudiziario. A Marzo 2015, per metter un freno all’emergenza dei rifugiati in fuga soprattutto dalla Siria, l’Unione europea aveva rilanciato le trattative con un accordo che da un parte garantiva alla Turchia una procedura velocizzata per l’adesione all’UE e lo stanziamento di 6 miliardi di euro, e dall’altro impegnava il Paese a farsi carico dei migranti in arrivo.

Le relazioni con la Turchia saranno messe al voto con una risoluzione non vincolante giovedì prossimo nel corso della sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo.

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