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360°- La matematica geometria della danza

Uno spettacolo a 360°, le immagini della splendida messinscena della Grande Fuga di Beethoven nella coreografia di Lucinda Child.

Andrea Büring, Euronews: “La Grande fuga è fra le principali opere di Beethoven . Due maestri dell’arte contemporanea l’hanno già portata in scena a Lione. Adesso è la volta di Lucinda Child. Newyorchese e una delle più importanti coreografe al mondo”

La danza si avvicina alla leggenda all’Opera di Lione. Già nel 1960 Lucinda Child ha sviluppato uno stile minimalista a New York. Uno shock per il paludato mondo della danza. Lei ballava in loft, garage e gallerie.

Nel 1976 arriva il cambio, con l’opera di Philipp Glass “Einstein on the Beach”. E il pubblico, soprattutto all’estero, s’innamora della Child coreografa.

Oggi il suo stile è meno radicale pur restando minimalista. Una coreografia armoniosa che gioca con forme geometriche.

Dice la Child: “Ci sono 1, 2, 3, 4, 5, 6 differenti parti per avere i tempi esatti. I ballerini possono contare e sapere esattamente quanto dura la sequenza in ogni momento. Minuto per minuto durante tutta la rappresentazione. È una cosa molto utile per me, perché posso lavorare in piena simbiosi con i ballerini che sanno in qualsiasi momento, dove sono e dov‘è la musica. È fondamentale”.

La danza come la geometria, ma oltre a questo anche ornamenti barocchi ambientazioni particolari. Dominique Drillot è il direttore delle le luci e ha anche creato i costumi. Sono 15 anni che lavora con la Child: “I costumi sono molto aderenti. Le ragazze indossano dei leggins, delle tute. Sono verticali e diventano un tutt’uno con i ballerini, perché io volevo creare delle entità. Per fare un esempio, ci sono alcuni personaggi che differiscono fra di loro nel colore. Sono tutti identici in superficie, ma a ben guardare ci sono delle differenze nei toni della loro morfologia”.

All’inizio però la Grande Fuga di Beethoven non ha attirato. I critici contemporanei la descrissero come qualcosa d’incomprensibile come se fosse cinese.

Oggi è considerata una delle opere più riuscite del grande compositore. Piena di variazioni seppur composta da un individuo, Beethoven, che all’epoca era quasi totalmente sordo.

Per i ballerini la Grande Fuga è anche una sfida della memoria visto che ci sono delle figure molto elaborate, dei movimenti dei gesti e alcune ripetizioni con alcune variazioni minime.

Noëllie: “Mi chiamo Noellie. Ho 30 anni e questo è il mio secondo anno all’Opera”.

Jacqueline: “Io sono Jacqueline. Sono canadese, ho 23 anni e sono al secondo anni nella compagnia”.

Leo: “Sono Leo, sono cubano, ho 33 anni e sono al secondo anno all’Opera”.

Andrea Büring, Euronews: “Quante nazionalità ci sono?”

Ballerini: “Alcune”.

Per l’Opera di Lione questa è la terza messa in scena della Grande Fuga di Beethoven. Dal 2006 le produzioni dei coreografi Anne Teresa de Keersmaeker e Maguy Marin hanno fatto parte del repertorio.

La première di Lucinda Child è il 17 novembre quando, per la prima volta, le tre rappresentazioni verranno mostrate assieme.

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