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Marrakech: si chiude la Cop22. Scarsi i risultati


Marocco

Marrakech: si chiude la Cop22. Scarsi i risultati

Si chiude oggi a Marrakech la Cop22. Alla Conferenza delle Nazioni Unite sul clima si è discusso di come implementare gli accordi siglati lo scorso anno a Parigi. Accordi che mirano a limitare l’aumento del riscaldamento globale a meno di 2 gradi centigradi rispetto ai livelli pre-industriali.

Cop22: i risultati sono scarsi

196 gli Stati che hanno preso parte alla Cop22. Ma i progressi fatti in Marocco sono stati pochi e niente affatto spettacolari. Nella dichiarazione conclusiva si ribadiscono gli impegni assunti in Francia. Ora l’obiettivo è quello di riuscire a mobilitare almeno 100 miliardi di dollari all’anno da versare ai Paesi più poveri per aiutarli a sviluppare fonti di energia meno inquinanti. Un’impresa che se da un lato appare titanica, dall’altro è totalmente insufficiente visto che, secondo le stime Onu, servirebbero dai 5 ai 7mila miliardi di dollari annui per raggiungere un modello di sviluppo sostenibile che sia in grado di aiutare i Paesi in difficoltà.

La prossima amministrazione Trump fa paura

Sulla Conferenza ha pesato anche il timore della prossima amministrazione Trump.

“Un solo Paese, un solo uomo, una sola persona – ha provato a tranquillizzare Tina Johnson, direttore delle politiche statunitensi per il clima – non possono controllare l’esito di un destino che sembra ormai scritto. Il cambiamento climatico è reale, dobbiamo agire e fare tutto il possibile. Penso che i discorsi degli ultimi giorni abbiano avuto un impatto e un effetto sulla nostra società civile e su altri Paesi. “

A Marrakech era presente anche il segretario di Stato uscente John Kerry, quasi a voler assicurare che le politche statunitensi non cambieranno, nonostante il presidente eletto Trump abbia definito i cambiamenti climatici ‘un inganno’ e abbia garantito che Washington uscirà rapidamente dagli accordi di Parigi.

Gli Stati Uniti sono considerati una delle economie mondiali più inquinanti. Insieme alla Cina sono responsabili del 38% delle emissioni mondiali.

I Paesi bocciati e quelli rimandati

Un rapporto della London School of Economics e del Grantham Institute, diffuso alla Cop22, boccia sei paesi del G20 per le loro politiche a favore del clima (Argentina, Australia, Canada, Arabia Saudita, Turchia e Usa). Vengono ‘rimandati’ altri sei Paesi (Brasile, Cina, Francia, Germania, Italia e Regno Unito), oltre all’Unione Europea, i cui programmi per la riduzione delle emissioni vengono considerati non ancora sufficienti.

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