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Beaujolais nouveau: bagnarsi il becco, anzi tutto il corpo


Giappone

Beaujolais nouveau: bagnarsi il becco, anzi tutto il corpo

Che gli amanti del vino spengano il televisore, il PC, il tablet, lo smartphone, subito: anzi, che restino, per sapere fino a quali profondi abissi può discendere il gusto…

Beaujolais nouveau, di questo si parla: il tragico evento si ripete ogni anno, fiumi di pessimo vino proposto ai quattro angoli del mondo mentre quello buono si degusta nei segreti recessi degli intenditori, di solito all’interno della regione che si macchia poi del crimine dell’export.

“Fa bene alla mia pelle e mi rilassa”, dice una giovane e benestante nipponica, in questo resort a sud di Tokyo che da undici anni organizza bagni di novello… E il povero, ormai 58enne sommelier che ha vent’anni di esperienza e di solito anche buon gusto, la mette sull’ironia:

“I clienti la prenderebbero male se versassi vino su di loro in qualsiasi altro giorno, ma oggi mi piace far solo questo. È una giornata speciale”.

La vasca in cui si tenta l’inversione del miracolo, il vino in acqua, è solo una delle grandi bizzarrie promozionali di quello che è diventato un vero evento mondiale. L’uscita del Beaujolais nouveau è ogni anno il vero miracolo, economico e di marketing, con l’unico difetto di offuscare l’immagine dei validi cru che si producono nella stessa regione, di qualche buon Beaujolais village e anche di quel Beaujolais nouveau che si beve solo nei ristoranti della zona, e che male non è.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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