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Mosca non ratifica il trattato istitutivo della Corte penale internazionale


Federazione russa

Mosca non ratifica il trattato istitutivo della Corte penale internazionale

La Russia ha deciso di non ratificare lo Statuto di Roma, ossia, il trattato internazionale che istituisce la Corte penale internazionale.

Secondo Mosca il lavoro portato avanti dalla Corte è parziale e inefficace. Nei quattordici anni della propria attività, dice il governo russo, la Corte ha emesso solo quattro sentenze spendendo l’equivalente di oltre novecento milioni di euro.

Secondo il Moscow times il Cremlino guarda soprattutto alle prese di posizione della Corte sulla Crimea. L’annessione della quale, dopo un voto della popolazione locale, è stata definita dai giudici un conflitto militare tra Russia e Ucraina.

Neanche gli Stati uniti aderiscono allo Statuto di Roma.

La Corte penale internazionale ha sede all’Aja. Non è un organo dell’Onu e non va confusa con la Corte Internazionale di Giustizia delle Nazioni Unite, anch’essa con sede all’Aia.

Ha però alcuni legami con le Nazioni Unite: ad esempio il Consiglio di sicurezza ha il potere di deferire alla Corte situazioni che altrimenti non sarebbero sotto la sua giurisdizione.

Ha una competenza complementare a quella dei singoli Stati, dunque può intervenire solo se e solo quando gli Stati non vogliono o non possono agire per punire crimini internazionali.

La competenza del Tribunale è limitata ai crimini più seri che riguardano la comunità internazionale, cioè il genocidio, i crimini contro l’umanità e i crimini di guerra e nel futuro probabilmente anche il crimine di aggressione.

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