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"Governo spaccato, niente piani sulla Brexit". Il Times: "Abbiamo le prove"


Regno Unito

"Governo spaccato, niente piani sulla Brexit". Il Times: "Abbiamo le prove"

A quasi cinque mesi dal referendum sulla Brexit, il governo di Theresa May non avrebbe ancora alcun piano su come lasciare l’Europa. La premier britannica smentisce tramite un portavoce, ma a sostenerlo è un documento pubblicato dal quotidiano Times e attribuito a un consulente del governo. Il testo, datato 7 novembre e intitolato “Brexit Update” – aggiornamento sulla Brexit – imputa lo stallo soprattutto alle pronunciate spaccature fra ministri anti- e filo-europeisti.


II un lancio dell’agenzia Reuters le prime reazioni di Downing Street: “Non è un documento del governo, non riconosciamo i suoi contenuti”

Intitolato “Spaccature del gabinetto minacciano di far naufragare i negoziati sulla Brexit”, l’articolo del Times è riservato ai soli abbonati. Qui è possibile leggerne i primi paragrafi.

“Aggiornamenti sulla Brexit”: cosa dice il documento della discordia

Per arrivare a comporre le divisioni, il documento sostiene che possano volerci fino a sei mesi in più: un lasso di tempo che, se confermato, impedirebbe di attivare le procedure a marzo, come annunciato da Theresa May. Tra le ragioni pratiche del ritardo, secondo lo stesso memorandum, il fatto che – a fronte di un mancato progetto unitario da parte del governo – ciascun Ministero abbia attivato i propri progetti, per un totale di “oltre 500”: una mole di lavoro che, per essere smaltita, potrebbe richiedere (e costare ai contribuenti), il lavoro di 30.000 funzionari pubblici.

I principali punti del documento


Ancora nessuna strategia comune: “Alla luce dell’evoluzione della situazione politica nella UE e nel Regno Unito, potrebbero volerci 6 mesi prima che matruri una visione su priorità e strategie per i negoziati. Nonostante un vasto dibattito a livello ministeriale non è emersa alcuna strategia comune”.

Brexiters vs europeisti: un gabinetto spaccato: “Le divisioni interne al Gabinetto sono fra 3 sostenitori della Brexit da un lato (ndr: tra cui il Ministro degli esteri Boris Johnson) e (ndr: il cancelliere dello Scacchiere) Philipp Hammond (ndr: e il Ministro al Commercio) Greg Clark dall’altra”.

“Theresa May vuole fare tutto da sola (ma non ce la farà)”:“Il Primo ministro (ndr: Theresa May) sta rapidamente guadagnando la fama di qualcuno che vuole risolvere problemi e dettagli da sola – uno scenario che difficilmente potrà realizzarsi”.

Troppi progetti e boom di personale richiesto: i numeri della paralisi: “Singoli dipartimenti ministeriali sono stati impegnati a redigere propri progetti, dandone così vita a ben oltre 500, un numero che eccede di gran lunga la capacità del governo di metterli in atto (…). L’incremento di personale (ndr: necessario ad attuarli) è stimato tra le 10.000 e le 30.000 unità”.


Interesse di Theresa May, sempre in base a quanto riportato dal documento pubblicato dal Times, sarebbe limitare un dibattito pubblico sulla Brexit che metterebbe in luce le spaccature in seno al suo gabinetto e rafforzerebbe il fronte degli europeisti. È a questo scopo, secondo l’autore, che risponderebbe l’appello del governo britannico al verdetto dell’Alta corte, che a inizio novembre aveva stabilito come l’attivazione delle procedure per lasciare l’Europa richiedano un preventivo via libera del parlamento britannico. L’appello sarà esaminato dalla Corte suprema dal 5 all’8 dicembre.

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