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Clima. La COP-21 di Marrakesh s'interroga sugli Usa di Donald Trump


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Clima. La COP-21 di Marrakesh s'interroga sugli Usa di Donald Trump

Che ne sarà degli accordi sul clima nell’era di Donald Trump?

La COP-22 che si svolge a Marrakesh in Marocco si trova ad affrontare l’imprevisto: il primo Paese al mondo per emissioni di gas serra che per la prima volta nella storia aveva sottoscritto lo scorso anno gli accordi sul clima, guidato da un Presidente che ha sempre negato il legame tra idrocarburi e surriscaldamento del pianeta.

“Non mi voglio sbilanciare su quanto decideranno i nuovi arrivati ma in ogni tipo di accordo ci sono regole che stabiliscono come ci si possa ritirare dagli impegni sottoscritti e questo caso non fa eccezione” ha detto l’inviato speciale per il clima, lo statunitense Jonathan Pershing. “La nuova amministrazione valuterà tali impegni, l’interesse globale della questione e deciderà come procedere coerentemente con le proprie linee politiche. Attendiamo e osserviamo che cosa succederá” ha concluso.

Un disimpegno di Washington rispetto al pur modesto pacchetto di misure adottato durante la COP-21 viene considerato catastrofico nella situazione attuale.

“Nei primi 9 mesi dell’anno siamo abbondantemente al di sopra di ogni record. E verosimilmente entro l’anno raggiungeremo 1,2° di surriscaldamento. Andiamo nella direzione sbagliata se si pensa che l’accordo di Parigi prevedeva il livello di guardia di 1,5°” ha detto il Segretario Generale dell’Organizzazione Metereologica Mondiale Petteri Taalas.

Gli accordi di Parigi prevedevano misure finalizzate a contenere entro i 2° l’aumento della temperatura globale rispetto all’era preindustriale all’orizzonte 2020. Una soglia considerata come il punto di non ritorno per gli effetti sul clima del Pianeta.

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