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“Non è il mio presidente”: Stati Uniti di nuovo in strada contro Trump


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“Non è il mio presidente”: Stati Uniti di nuovo in strada contro Trump

“Non è il mio presidente”: con questo slogan da tre notti migliaia di persone manifestano in diverse città degli Stati Uniti contro Donald Trump presidente. A New York una maxi-protesta ha chiamato a raccolta 10mila dimostranti che hanno marciato da Union Square fino alla Trump Tower, residenza del magnate repubblicano.

“Rispettiamo il primo emendamento che sancisce il diritto di esprimersi e riunirsi”, commenta Kellyanne Conway, la responsabile della campagna elettorale. “Ma se Trump avesse perso, come tutti – media compresi – avevano previsto, e ci fossero state delle proteste, si sarebbe detto che i risultati elettorali devono essere accettati per consentire una transizione pacifica del governo”.

Momenti di tensione a Los Angeles dove circa 200 persone sono state arrestate. In migliaia hanno di nuovo marciato contro le politiche annunciate daTrump.

“Dobbiamo fare la nostra parte, impegnarci, far sentire la nostra voce alle autorità”, spiega una 25enne.“Dobbiamo essere uniti, esprimere lo stesso sentimento di sdegno, questo è importante, è solo il primo passo”.

“Dobbiamo unire il Paese”, ha affermato Donald Trump tentando di gettare acqua sul fuoco di proteste che non sembrano voler cessare. Un corteo, già battezzato “marcia da un milione di donne” è previsto a Washington il 20 gennaio, giorno del suo insediamento.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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