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"No a Trump": le violenze di Portland oscurano le marce pacifiche


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"No a Trump": le violenze di Portland oscurano le marce pacifiche

Le violenze in cui degenerano le proteste in Oregon rubano la scena alle migliaia di persone che per la seconda notte consecutiva sono tornate a manifestare pacificamente in numerose città degli Stati Uniti contro l’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca.

Qui il servizio di euronews sulle proteste pacifiche che hanno attraversato gli Stati Uniti


In un Tweet del Daily Mail un video che ritrae alcune persone incappucciate abbandonarsi ad atti di vandalismo, accanendosi su diverse auto parcheggiate con delle mazze da baseball

“A Portland è rivolta”. Trump: “Proteste ingiuste”

La polizia locale ha bollato come “rivolta” quanto accaduto nella città di Portland e parlato di “diffusi comportamenti pericolosi e criminali”. “Proteste molto ingiuste, dopo un’elezione presidenziale vittoriosa e molto aperta” ha commentato Trump su Twitter, puntando il dito contro “manifestanti professionali incitati dai media”.

La polizia di Portland: “Attacchi contro i nostri agenti”

La polizia di Portland, che a più riprese ha fatto ricorso ai gas lacrimogeni per isolare i violenti, ha denunciato una molteplicità di atti di vandalismo e di attacchi anche ai propri agenti.

Un video diffuso via Twitter dal network americano Abc sembra confermare le informazioni della polizia, secondo cui almeno una sua auto sarebbe stata attaccata dai manifestanti.

Da Oakland a New York: le proteste pacifiche oscurate dalle violenze

Mentre dall’Oregon rimbalzavano le scene di colonnine dei giornali date alle fiamme e di auto danneggiate a colpi di mazze da baseball, manifestazioni pacifiche tornavano ad attraversare gli Stati Uniti. Da Oakland e altre città della California fino a New York, Philadelphia e la stessa Washington, in migliaia sono scesi in strada, accusando Trump e la sua retorica incendiaria di spaccare il Paese.

Un momento delle manifestazioni pacifiche a Oakland, in un video twittato da un manifestante

Circa 3.000 le persone che hanno manifestato a Denver, mentre un sit-in pacifico di circa 600 persone ha bloccato per ore la circolazione nella zona del porto a Baltimore, nel Maryland. A Washington una manifestazione è partita dalla Casa Bianca, mentre proteste hanno avuto luogo anche in diversi campus.


Un manifestante stima su Twitter in “almeno il doppio” della notte precedente i partecipanti alle proteste avvenute a Washington

“Divided States of America” e “Not my President” alcuni degli slogan risuonati a New York, dove in centinaia sono tornati per la seconda notte consecutiva a manifestare ai piedi della Trump Tower.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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