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L'umorismo assurdo di "Apnée" e del suo trio di amanti


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L'umorismo assurdo di "Apnée" e del suo trio di amanti

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Questa settimana Philippe Mathieu ci parla del film francese “Apnée” di Jean-Christophe Meurisse.

“Lo confesso, non avevo letto né visto nulla prima di guardare questo film, “Apnée”. Quasi per caso sono entrato in questa sala buia. E il caso è stato propizio. Quanto è piacevole e raro venire sorpresi al cinema!”

“Fin dall’inizio si entra in un mondo strano, composto da tre personaggi. Nella prima scena – il film è una successione di sketch – due uomini e una donna, tutti e tre vestiti da sposa, si riuniscono davanti al comune. Si amano e vogliono sposarsi. Ma la legge non prevede ancora il caso ed è quello che l’ufficiale civile cerca, difficilmente, di far comprendere ai tre”.

“Il resto del film ci riserva sorprese in momenti assurdi con pattinatori nudi, rapinatori maldestri, testimoni di una deposizione di Gesù. Il punto comune è un incontro costante fra il banale e lo straordinario”.

“È vero che a volte l’umorismo vacilla un po’. In ogni caso, la follia di questo trio proveniente dal teatro e dalla compagnia parigina “I cani di Navarra” fa sorridere, ridere e allo stesso tempo suscita inquietudine e fastidio. Un consiglio: lasciatevi “togliere il fiato” da questa “Apnea” che alla fine non è altro che poesia”.

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