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L'armistio del 11 novembre tra ricordi e oblio


Francia

L'armistio del 11 novembre tra ricordi e oblio

Da Parigi a Londra fino agli Stati Uniti, la gioia esplode.

È l’11 novembre del 1918, la Germania è l’ultimo degli imperi centrali a deporre le armi e a firmare l’armistizio imposto dagli alleati.
L’11 novembre è il giorno dedicato alla memoria dei caduti in guerra.

Dal balcone di Buckingham, l’armistizio è salutato con speranza nel 1918.
La guerra era iniziata 4 anni prima e tutti pensavano che sarebbe durata qualche settimana.

Cent’anni dopo Londra ha reso omaggio agli oltre 800 mila soldati britannici e del Commewealth morti nella guerra di trincea.

Il papavero è il simbolo del loro sacrificio.

Sono i papaveri delle Fiandre belghe, il Belgio il Paese che ha visto combattere la guerra sul proprio suolo dall’inizio alla fine ed è qui in Belgio che molti soldati, delle più diverse nazionalità sono sepolti.

Sui muri della porta di Menin, a Ypres, dove si sono combattute le battaglie più sanguinose, i visitatori cercano i nomi dei propri caduti. Figurano oltre 54 mila nomi soldati britannici e del Commewealth.

Stephen Vassee, australiano:
“Era il pro-zio di mia moglie, venne ucciso il 7 ottobre del 1917”.

Margaret MacMillan, ordinaria di storia a Oxford, due anni fa dichiarava:

Il conflitto inizialmente chiamato guerra europea, prese il nome di guerra mondiale o grande guerra una volta che entrarono a parteciparvi le colonie dell’Impero britannico e di altri paesi extraeuropei tra cui gli Stati Uniti d’America e l’Impero giapponese.

“Risaliamo nel tempo a oltre un secolo, ma la 1° guerra mondiale ha ancora ripercussioni sulle nostre vite, senza quella guerra gli imperi dell’Europa centrale non sarebbero spariti.

Credo che non avremo avuto il bolscevismo in Russia nel 1917. E se si pensa al seguito, possiamo dire, che la prima guerra mondiale ha modellato il 20 esimo secolo, creando peraltro le circostanze che hanno reso possibile la seconda guerra mondiale”.

Più di 30 nazioni furono coinvolte. L’Italia entrò in guerra al fianco degli alleati nel 1915, oltre 650 mila italiani morirono. La disfatta di Caporetto nell’ottobre del 1917 comporta il crollo del fronte italiano, 350 mila uomini tra morti, feriti, dispersi e la ritirata delle armate schierate dall’Adriatico alla Valsugana.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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