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Trump e il resto del mondo: per ora giungono solo segnali distensivi


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Trump e il resto del mondo: per ora giungono solo segnali distensivi

La Russia è pronta a ripartire da zero con Donald Trump. Che il magnate del mattone fosse il candidato favorito del presidente russo Vladimir Putin non era un segreto. Come pure non è un segreto che il presidente degli Stati uniti eletto non sia un grande sostenitore della Nato, musica alle orecchie del Cremlino.

Vladimir Putin ha tra l’altro dichiarato:

Siamo pronti a ristabilire piene relazioni con gli Stati Uniti, cosa che avrebbe ricadute positive, tenendo conto delle responsabilità russo-americane in tema di sicurezza mondiale.

La Cina non porta rancore

Anche la Cina ha salutato Trump, malgrado gli affondi che il repubblicano ha inviato contro Pechino, accusata di rubare i posti di lavoro agli americani.

Per la Cina la buona notizia è che Trump pensa a una Washington più isolazionista e dunque meno interessata al quadrante del Pacifico.

Il Messico: lavoriamo insieme

L’altro paese che ha subito gli strali della campagna elettorale è il Messico , il cui presidente, Enrique Peña Nieto , ha inviato segnali distensivi:

Ho potuto parlare qualche minuto con il presidente eletto e devo dire che è stata una conversazione cordiale e rispettosa.

Nieto ha proposto a Trump di codefinire la nuova relazione fra i due paesi, fermo restando l’impegno del governo messicano a proteggere tutti i propri cittadini. Compresi dunque i cinque milioni di immigrati irregolari negli Stati uniti.

Trudeau pronto al dialogo sul commercio

Anche il vicino americano del Nord, il Canada , lancia prove di dialogo.

Dal punto di vista del premier canadese Justin Trudeau il problema, con gli Stati uniti di Trump potrebbe essere il ritiro dagli accordi commerciali multilaterati ventilato in campagna elettorale.

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