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Pronto il telescopio James Webb, il più grande per l'osservazione spaziale


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Pronto il telescopio James Webb, il più grande per l'osservazione spaziale

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Ci sono voluti quasi due decenni per costruirlo, ora è pronto il più vasto e complesso “occhio spaziale” al mondo per l’osservazione dell’universo.
Il telescopio James Webb, dal nome di un ex amministratore della Nasa, sarà molto più grande del ventiseienne Hubble.

Grazie al suo sistema di specchi – quello principale ha un diametro di quasi sette metri – permetterà agli scienziati di capire le origini dell’universo e, allo stesso tempo, di cercare segni di vita su altri pianeti.

“Per due decenni ci siamo dedicati all’innovazione e questo è il risultato. Apriamo un nuovo territorio dell’astronomia”, ha affermato John C. Mather, astrofisico senior del laboratorio di cosmologia della NASA. “Vedremo cose che non siamo riusciti a vedere prima, perché questo telescopio è molto più potente, perfino di Hubble”.

Mentre Hubble ha permesso importanti scoperte come l’accelerazione dell’espansione dell’universo, Webb studierà ogni fase della storia del nostro universo dopo il Big Bang di oltre 13 miliardi e mezzo di anni fa. Nello spazio osserverà galassie, stelle e sistemi planetari lontani che potrebbero ospitare vita.

“Ci piacerebbe sapere come siamo arrivati qui a partire dal Big Bang”, ha proseguito Mather. “Spero che scopriremo qualcosa di nuovo, per esempio cos‘è accaduto nell’universo primordiale, prima delle galassie, come si sono formati i buchi neri, non sappiamo da dove vengano. Sono argomenti vasti per gli scienziati. Tutto quello che sappiamo sui pianeti è stata una sorpresa. Quindi mi aspetto altre sorprese più complete sui pianeti”.

Il Telescopio James Webb è un progetto congiunto di NASA, Agenzia Spaziale Europea e Agenzia Spaziale Canadese. Deve essere sottoposto a una serie di test per osservarne la resistenza a suoni e vibrazioni violente che sperimenterà all’interno del razzo con il quale verrà lanciato nello spazio. I test saranno ripetuti dopo il lancio – previsto nel 2018 – per capire se l’ottica del telescopio funzionerà una volta nello spazio.

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