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Presidenziali Usa, gli stranieri con diritto di voto "È stata una campagna estenuante. Vogliamo vivamente che sia mercoledì mattina"

La lunga maratona elettorale per le presidenziali americane, la peggiore secondo politologi e analisti, ha degradato il clima elettorale e sociale degli Stati…

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Presidenziali Usa, gli stranieri con diritto di voto "È stata una campagna estenuante. Vogliamo vivamente che sia mercoledì mattina"

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La lunga maratona elettorale per le presidenziali americane, la peggiore secondo politologi e analisti, ha degradato il clima elettorale e sociale degli Stati Uniti.
La campagna dai toni populisti di Donald Trump, cavalcando il malessere di una upper class che si sente minacciata dalle riforme liberali democratiche, ha esacerbato il clima, liberando gli americani dai complessi più reconditi.

Secondo questo giovane spagnolo, molti non hanno più ritegno nel dichiararsi razzisti o comunque infastiditi dagli immigrati.

Albert Marques:

« Due mesi fa, per esempio, parlavo, al telefono con mio fratello, ero con mio figlio che aveva appena una settimana e mia moglia. Una coppia di anziani si è avvicinata e mi ha chiesto: Potrebbe parlare un po’ più piano. Ho chiesto, perché? mi hanno detto, perché lei è un ospite qui”.

Olga Filippova:

Olga Filippova è russa, lei voterà per Hillary Clinton. Vive negli Usa da sette anni, qui ha conseguito un master in urban design. Se Clinton vince, sarà la vittoria di una donna che segnerà la storia del mondo tutto.

“Se Hillary diventa presidente potrò aprire la mia piccola impresa, per questo spero vivamente che Hillary diventi presidente. Non solo perché è una donna, cosa importantissima per me, dirò ai miei amici russi “hey, abbiamo una donna come presidente. Sarà una cosa importante anche per la Russia”.

«Donald Trump è qualcosa da cui stare alla larga, non vogliamo arroganza, discriminazione, razzismo, sessismo e omofobia”.

Alberto Mezzoli vive a New York da 16 anni, dlizia la grande mela con i suoi pasticcini. NOn vede l’ora che sia il 9 novembre. La campagna elettorale è stata lunga e estenuante anche per lui.

Che dolce sarebbe Hillary Clinton? E Donald Trump?

«Hillary sarebbe un soufflé alla vaniglia che collassa appena uscito dal forno.
Trump è uno zabbaglione con zibibbo, con una pallina di gelato alla vaniglia”.

Mercoledì mattina l’incubo sarà finito. Per molti però potrebbe iniziarne un altro”.