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Facebook condannato in Italia e sotto accusa in Germania


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Facebook condannato in Italia e sotto accusa in Germania

Facebook nei guai in Europa. Il tribunale civile di Napoli nord ha stabilito che le immagini hard del video della giovane Tiziana Cantone, poi suicidatasi per la vergogna, dovevano essere rimosse da Facebook una volta che ne era emersa l’illiceità a prescindere da un preciso ordine delle autorità. Una piccola vittoria, anche economica, per la madre della Cantone. Ma la posta in gioco è altra:l’ordinanza dei giudici potrebbe ora entrare anche nel fascicolo penale della Procura di Napoli, che giovedì aveva chiesto l’archiviazione delle accuse nei confronti dei quattro indagati per diffamazione. La madre di Tiziana, Maria Teresa Giglio, depositerà al gip una memoria con la quale, citando il provvedimento civile, chiederà di non accogliere la richiesta di archiviazione, ma di approfondire le indagini su quanti hanno postato commenti osceni e parodie.

E problemi anche in Germania. La magistratura tedesca sta indagando per la mancata
rimozione di contenuti criminali come minacce e negazioni dell’olocausto. Facebook e il suo fondatore Mark Zuckerberg, che è ebreo, respingono le accuse. Il vero problema è però che anche in America, patria delle Class Action, potrebbero ora moltiplicarsi le cause contro il social network e i giudici, sulla scorta di quanto accade in Europa. Un fatto che potrebbe causare grosse perdite economiche al gigante di internet.

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