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Usa 2016: Cuba attende presidenziali per accelerare la fine dell'embargo

Il settore privato ritiene irreversibili i passi compiuti fino ad ora, ma resta ostacolo Congresso

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Usa 2016: Cuba attende presidenziali per accelerare la fine dell'embargo

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Cuba guarda, per la prima volta nella sua storia, con grande attenzione alle presidenziali negli Stati Uniti.

Per aggirare, almeno in parte, il blocco dei repubblicani al Congresso, Barack Obama ha varato sei gruppi di misure economico-commerciali. Ma la fine dell’embargo potrà essere decretata solo dopo le elezioni dal nuovo Presidente.

“Hillary sostiene che è impegnata a revocare l’embargo, ad andare avanti – spiega James Williams, presidente di ‘Engage Cuba’, un’associazione che raggruppa diverse imprese statunitensi – Non mi pare ci sia alcuna possibilità che possa invertire la rotta intrapresa dal presidente Obama e penso che continuerà in quella direzione. Se il presidente sarà Trump, chi lo sa, l’anno scorso era favorevole all’apertura, poi i sondaggi in Florida gli hanno fatto cambiare idea e ora dice che fermerà tutto. Ma penso che sia molto improbabile”.

Il dipartimento del Tesoro di Washington sta lavorando per abbattere il più in fretta possibile le barriere economiche nel settore dei viaggi, del commercio, delle relazione bancarie e delle telecomunicazioni.

“Abbiamo fatto tanti progressi nelle relazioni tra Cuba e Stati Uniti e noi del mondo degli affari siamo convinti che il processo ormai sia irreversibile, a prescindere dal fatto che il prossimo presidente sia Clinton o Trump – afferma Jodi Hanson Bond, presidente dell’organizzazione Usa-Cuba Business Council della Camera di Commercio degli Stati Uniti – La comunità imprenditoriale continuerà i suoi sforzi per sollevare le sanzioni”.

In effetti, in tanti giudicano irreversibili i passi compiuti fino ad ora. Un anno fa il segretario di Stato, John Kerry, ha riaperto l’ambasciata statunitense dopo 54 anni. Ad aprile c‘è stato lo storico faccia a faccia fra Obama e Raul Castro e il mese scorso, per la prima volta, gli Stati Uniti si sono astenuti sulla risoluzione Onu contro l’embargo.

Indipendentemente dal prossimo Presidente, l’unico ostacolo verso il completamento del disgelo resta il Congresso statunitense a maggioranza repubblicana.