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Obama mette in guardia dal candidato che non disdegna l'appoggio del KKK


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Obama mette in guardia dal candidato che non disdegna l'appoggio del KKK

A forza di soffiare sulle braci ardenti, le fiamme cominciano a svilupparsi. A 5 giorni dal voto negli Usa una chiesa battista a Jackson, in Mississipi, è stata incendiata. Sui muri la scritta “vota Trump”. Un attacco alla comunità afroamericana come ne accadono tanti. Ma unito all’endorsment che Donald ha appena incassato dal giornale ufficiale del Ku-Klux Klan (“The Crusader”) l’episodio descrive bene un’atmosfera che rasenta il parossismo.

“Chi manca di rispetto alle donne prima di essere eletto Presidente, mancherà di rispetto alle donne anche quando avrà assunto le sue funzioni. Chi accetta l’appoggio dei simpatizzanti del Ku-Klux Klan – il Ku-Klux Klan – e tentenna quando viene interrogato a riguardo, è qualcuno che tollererà il loro appoggio anche quando sarà Presidente in carica” ha detto Barack Obama, intervenuto in sostegno di Hillary Clinton in North Carolina, uno dei cosiddetti “swing States”, dove l’esito del voto è incerto e che possono determinare il risultato finale.

Trump, nel momento in cui l’avversaria democratica resta sulla difensiva, con i sondaggi che indicano una distanza minore tra i due candidati, si è ripetuto a voce alta l’ordine di scuderia impartito dai responsabili della sua campagna elettorale: evitare attacchi e polemiche che potrebbero danneggiarlo.

“Tra 6 giorni vinciamo in un questo grande Stato e andiamo alla Casa Bianca” ha detto durante un comizio in Florida, senza la quale sarà automaticamente fuori gioco. “Dobbiamo giusto restare calmi e tranquilli. Riga dritto Donald, riga dritto. Ho osservato Hillary negli ultimi giorni e mi sembra piuttosto tesa. Non vogliamo certo fare la stessa fine. È diventata intrattabile”.

Nonostante le affermazioni del tycoon, i sondaggi a livello nazionale continuano a dare Clinton in vantaggio di circa 3,5 punti percentuali. Le sue possibilità di vincere sono all’87% contro il 13% di Trump.

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