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Amnesty International denuncia maltrattamenti sui migranti in Italia, la polizia nega

L'Ong ha raccolto le testimonianze di oltre 170 profughi: percosse, scariche elettriche da parte dei poliziotti e detenzioni prolungate per ottenere le impronte digitali.

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Amnesty International denuncia maltrattamenti sui migranti in Italia, la polizia nega

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Maltrattamenti e perfino casi di tortura nei confronti di migranti per mano di agenti di polizia italiani: li denuncia Amnesty International in un rapporto che condanna gli “hotspot” per l’identificazione adottati nel 2015 e punta il dito contro l’Unione Europea.

Basato sulle testimonianze di oltre 170 profughi, raccolte negli hotspot di Lampedusa e Taranto e in altri centri di accoglienza gestiti dalle autorità italiane e da Ong, il rapporto sostiene che le politiche dell’Unione Europea abbiano portato a violazioni dei diritti di migranti e rifugiati e abbiano spinto le autorità italiane a oltrepassare i limiti della legalità.

Amnesty denuncia l’utilizzo di pratiche coercitive, trattamenti degradanti e anche torture per ottenere le impronte digitali: detenzioni prolungate, intimidazioni, uso eccessivo della forza fisica, scariche con manganelli elettrici.

Inoltre il processo di screening per separare “richiedenti asilo” e “migranti irregolari”, realizzato da poliziotti non formati per questo compito, rischia di negare l’accesso alla protezione a chi fugge da conflitti e persecuzioni e con l’espulsione li espone a gravi violazioni dei diritti umani nei Paesi di origine.

Il capo della Polizia, Franco Gabrielli, ha smentito “l’uso di metodi violenti sui migranti sia nella fase di identificazione che di rimpatrio”. “Non risultano violazioni dei diritti fondamentali dei migranti negli hotspot italiani”, ha commentato la Commissione Europea.