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Marocco: undici indagati per la morte del pescivendolo abusivo


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Marocco: undici indagati per la morte del pescivendolo abusivo

L’indignazione della piazza in Marocco per la morte di un venditore abusivo di pesce ha portato i suoi frutti, a giudicare dalle accuse a carico di undici persone, ufficialmente indagate per omicidio preterintenzionale e falso.
Il Ministro dell’Interno ha poi incontrato la famiglia della vittima.
Degli indagati, tre sono stati rilasciati ma restano sotto indagine, mentre gli altri otto restano in carcere, e sono il delegato e uno dei capi delegazione della pesca, il veterinario responsabile, due agenti del Ministero dell’Interno e tre dipendenti della società di raccolta dei rifiuti.
Mouhcine Fikri era morto in un camion tritarifiuti mentre cercava di recuperare il suo pesce, che gli agenti gli avevano confiscato gettandolo direttamente nel camion.
Da lì era partita una catena di coperture che la piazza ha contestato in tutto il Paese, nel giorno dei funerali della vittima.
Il Re, Mohammed VI, aveva ordinato di far luce sul caso e l’inchiesta è partita immediatamente: l’ipotesi è quella dell’incidente, è stato escluso l’omicidio volontario, ma in qualche modo, secondo gli inquirenti, sarebbe stato l’atteggiamento degli agenti a causare la tragedia.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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