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Con Michel Aoun il Libano chiude la pagina dello stallo istituzionale durato oltre due anni


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Con Michel Aoun il Libano chiude la pagina dello stallo istituzionale durato oltre due anni

Lo sblocco della crisi istituzionale in Libano con l’elezione del Generale Michel Aoun a Presidente prefigura nuovi equilibri in tutta la regione. Esponente conservatore, cristiano maronita, già comandante dell’esercito negli anni Ottanta e Novanta, Aoun raccoglie consensi trasversali.

“Ora il Generale Michel Aoun riunirà un ampio consenso dei partiti politici ed è esattamente il risultato che vogliamo. Vogliamo un Presidente che li unisca, non qualcuno che li divida” dice l’attore Charbel Iskandar, sceso in strada a Beirut per partecipare ai festeggiamenti.

L’elezione di Aoun pone fine a una lunga parentesi durante la quale il Parlamento è rimasto in carica due anni oltre il mandato ed il governo si è limitato alla gestione degli affari correnti.

L’elezione di Aoun è stata possibile grazie all’appoggio degli sciiti di Hezbollah e del leader sunnita Saad Hariri, ora destinato a tornare a ricoprire l’incarico di Premier.

“È davvero una giornata importante per il Libano, eravamo in una situazione complessa ma se Dio vuole oggi è l’inizio della fine dei problemi che ci bloccavano” ha detto Hariri.

Priorità assoluta messa in evidenza nel discorso d’insediamento del nuovo Capo dello Stato: proteggere il Libano dalle conseguenze della guerra in Siria. Ma la volontà di prendere le distanze dal conflitto siriano dovrà tenere in conto l’impegno del principale alleato del Presidente, Hezbollah, che combatte affianco delle forze fedeli a Bashar Al-Assad.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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